Intervento di polizia

Madre e figlia aggredite dopo una lite sul bus

Le vittime senegalesi, di 48 e 23 anni, hanno riportato prognosi fino a 40 giorni.

Madre e figlia aggredite dopo una lite sul bus

Una lite nata a bordo di un autobus si è conclusa con due donne in ospedale e con l’arresto di un giovane. È accaduto giovedì pomeriggio a Brescia, dove una madre di 48 anni e la figlia di 23, entrambe di nazionalità senegalese, sarebbero state minacciate e aggredite da un 21enne camerunense, senza fissa dimora e con precedenti.

Le minacce durante il viaggio

La vicenda è iniziata intorno alle 17.30, quando le due donne sono salite sull’autobus da una fermata nella zona della stazione. Stavano parlando tra loro a bassa voce quando il giovane avrebbe iniziato a rivolgersi in modo aggressivo nei loro confronti.

Secondo quanto ricostruito, il 21enne avrebbe minacciato di picchiarle, sostenendo che il loro dialogo lo stesse disturbando. Di fronte a quelle parole, madre e figlia si sarebbero spaventate e avrebbero deciso di scendere dal mezzo, nel tentativo di interrompere la situazione e allontanarsi.

L’aggressione all’esterno

La vicenda, però, non si sarebbe conclusa con la discesa dall’autobus. Stando alle ricostruzioni riportate dal Giornale di Brescia, il giovane avrebbe seguito le due donne anche fuori dal mezzo, continuando a rivolgersi a loro in maniera minacciosa.

Poco dopo sarebbe passata alle vie di fatto: la figlia sarebbe stata colpita con alcuni schiaffi, mentre la madre avrebbe ricevuto un calcio. Doloranti, le due donne sono riuscite ad allontanarsi e hanno trovato rifugio all’interno di un minimarket di corso Garibaldi. Da lì hanno chiamato il 112, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato, che hanno individuato il 21enne e lo hanno arrestato. Il giovane è stato accompagnato in questura per gli accertamenti e dovrà rispondere dell’accusa di lesioni personali aggravate.

Nel frattempo, madre e figlia sono state soccorse e accompagnate al pronto soccorso. Sono rimaste in ospedale per una notte e sono state poi dimesse con prognosi fino a 40 giorni. Successivamente hanno presentato denuncia nei confronti del 21enne, assistite dagli agenti della Polizia di Stato.