La crisi di Bresciaingrana, società agricola attiva nella produzione di Grana Padano Dop, coinvolge direttamente circa 50 allevatori e una quarantina di dipendenti. L’azienda ha sede a Cignano di Offlaga e da tempo affronta difficoltà economiche e finanziarie, aggravatesi nelle ultime settimane fino alla sospensione del conferimento del latte.
Il ritiro è stato interrotto il 3 agosto e successivamente riavviato il 10 agosto al prezzo comunicato di 36 centesimi al litro. Di fatto, però, le aziende agricole non avrebbero ripreso a consegnare il prodotto. Gli allevatori, molti dei quali attendono da mesi il pagamento di somme già maturate, si sono così trovati a dover individuare rapidamente nuovi sbocchi commerciali per il latte.
La crisi aziendale e il procedimento in tribunale
Dalla fine di giugno è attivo davanti al Tribunale di Brescia un procedimento unitario nell’ambito della crisi d’impresa. Già nel 2025 era stata avviata una procedura di composizione negoziata, prevista per le aziende che si trovano in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario.
Secondo quanto riferito da Coldiretti, la comunicazione sulla sospensione sarebbe arrivata senza un adeguato preavviso. L’organizzazione ha segnalato, oltre ai crediti insoluti, le difficoltà degli allevatori costretti a cercare nuovi acquirenti e a sostenere conseguenze economiche e organizzative. Nella lettera inviata ai conferenti, Bresciaingrana avrebbe ricondotto il blocco a un calo delle vendite, all’esaurimento degli spazi di magazzino, a guasti agli impianti, al blocco del principale conto corrente e a problemi produttivi che avrebbero reso necessario fermare gli stabilimenti.
Coldiretti Bergamo, attraverso il presidente Gabriele Borella, ha definito grave la comunicazione e ha annunciato l’impegno per ricollocare il latte e tutelare la continuità produttiva delle imprese. Anche Confagricoltura Brescia si è attivata: il presidente Oscar Scalmana ha parlato di una situazione che getta nell’incertezza decine di allevatori e ha assicurato il coinvolgimento dell’organizzazione nella ricerca di soluzioni alternative.
La convocazione del Tavolo latte
La vicenda ha spinto a intervenire anche la Regione Lombardia. L’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi ha annunciato la convocazione di un Tavolo latte ai primi di settembre, dopo la riapertura del Tribunale di Brescia e la conclusione della sospensione feriale dei termini processuali. L’obiettivo è fare il punto sulle prospettive del comparto quando il quadro amministrativo e giudiziario sarà più definito.
Prima dell’aggravarsi della crisi, Bresciaingrana ritirava circa 123 tonnellate di latte al giorno. La sospensione dell’attività ha quindi avuto ricadute immediate sulla filiera, mettendo in difficoltà le aziende agricole che conferivano il latte e i lavoratori dello stabilimento. Restano da chiarire le possibilità di continuità dell’impresa e le modalità per garantire la gestione dei rapporti economici con i conferenti.