Dopo il rogo

Opposizione chiede al Comune di costituirsi parte civile

Il gruppo segnala dubbi su cause, materiali coinvolti, sicurezza dell’impianto e possibili effetti ambientali

Opposizione chiede al Comune di costituirsi parte civile

Lonato del Garda — Il gruppo di opposizione Lonato Insieme sostiene l’iniziativa promossa dal Comitato Campagnoli dopo l’incendio che ha interessato l’impianto della Valli Spa e chiede al Comune di costituirsi parte civile in ogni eventuale procedimento giudiziario legato all’accaduto.

A distanza di settimane dall’incendio, secondo la formazione di minoranza, restano ancora diversi aspetti da chiarire. In particolare, Lonato Insieme richiama l’attenzione sulle cause dell’evento, sulla natura e sulla quantità dei materiali coinvolti, oltre che sul funzionamento dei sistemi di prevenzione e sicurezza presenti nello stabilimento.

Le richieste dell’opposizione

Il gruppo chiede che venga garantita la massima trasparenza sugli accertamenti ancora in corso e che gli elementi utili siano messi a disposizione della cittadinanza. L’obiettivo indicato è ricostruire con precisione quanto avvenuto e verificare l’eventuale esistenza di responsabilità.

Tra i punti sollevati figura anche la necessità di verificare il rispetto delle autorizzazioni che regolano l’attività dell’impianto. Lonato Insieme ritiene inoltre che, alla luce della gravità dell’episodio, il rilascio o il rinnovo di future autorizzazioni debba eventualmente essere subordinato a una nuova valutazione approfondita, sia sul piano della sicurezza sia su quello della compatibilità ambientale.

La mozione in Consiglio

Il gruppo ha annunciato la presentazione di una mozione per chiedere che il Comune di Lonato del Garda si costituisca parte civile in ogni eventuale procedimento relativo ai fatti verificatisi presso la Valli Spa. L’iniziativa, nelle intenzioni dell’opposizione, dovrebbe tutelare la comunità, l’ambiente e l’interesse pubblico.

Nel frattempo, il Comune aveva comunicato il 14 agosto la revoca delle prescrizioni contenute nell’ordinanza numero 217 del 16 luglio. La decisione è arrivata dopo il parere dell’Ats del 13 agosto, fondato sugli esiti dei campionamenti effettuati, risultati conformi.

Con il provvedimento erano state rivolte alla popolazione residente entro un chilometro dallo stabilimento alcune indicazioni precauzionali: lavare accuratamente la verdura prima del consumo, alimentare gli animali da cortile esclusivamente con mangimi commerciali ed evitare che razzolassero in aree esposte. La nuova ordinanza ha ritenuto superate tali disposizioni sulla base degli esiti comunicati dall’autorità sanitaria.