Rigenerazione urbana

A Sabbio Chiese via alla demolizione dell’ex Industrie Pasotti

L’insediamento inattivo dal 1999 dovrà essere risanato prima del piano con abitazioni, uffici, esercizi e parcheggi.

A Sabbio Chiese via alla demolizione dell’ex Industrie Pasotti

Sono iniziati a Sabbio Chiese i lavori per la demolizione dell’ex stabilimento delle Industrie Pasotti, storico insediamento metallurgico abbandonato da oltre 25 anni. Nel periodo di maggiore attività, la fabbrica dava lavoro a più di 300 operai, mentre dal 1999 l’area è rimasta inutilizzata e progressivamente degradata.

Il comparto è stato assegnato solo pochi mesi fa, al termine di una vendita all’asta, alla società Rialto srl, con sede a Cremona e già impegnata in interventi di recupero immobiliare nel Bresciano e in Valsabbia. L’immobile è stato aggiudicato per poco più di 107mila euro, a fronte di una valutazione iniziale superiore a 2,8 milioni.

Dalla demolizione alla bonifica

La rimozione degli edifici rappresenta il primo passaggio di un intervento più ampio. I lavori sono propedeutici alla bonifica del sito, il cui costo potrebbe raggiungere almeno 2 milioni di euro, e alla progettazione della futura trasformazione dell’area. Nei prossimi mesi la proprietà e l’amministrazione comunale dovranno confrontarsi sul progetto, che dovrà poi essere sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale attraverso un Piano di recupero.

La variante al Piano di governo del territorio stabilisce infatti che ogni cambio di destinazione d’uso o intervento di ristrutturazione sia preceduto da un Piano di recupero esteso all’intero comparto. Il progetto dovrà inoltre prevedere la cessione al Comune di una quota volumetrica pari al 10% del volume riconvertito. In alternativa, la cessione potrà essere sostituita dalla relativa monetizzazione.

Le destinazioni previste

L’ex area industriale è inserita nel Pgt come Ambito di trasformazione numero 3 e dispone di una volumetria ammessa di 34.347 metri cubi, corrispondente a una superficie lorda di pavimento di 11.449 metri quadrati. Sono previste destinazioni residenziali fino al 100% della volumetria e della superficie consentite, oltre a funzioni direzionali, commerciali, di artigianato di servizio e a parcheggi privati.

Il comparto è sottoposto a tutela paesaggistica, ma il Pgt contempla incentivi alla rigenerazione urbana, tra cui la riduzione del contributo di costruzione. La futura approvazione del Piano resta comunque subordinata alla conclusione della bonifica, perché le verifiche effettuate sui terreni hanno rilevato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione per cromo esavalente, rame, zinco e Pcb. Nella falda, invece, è stata riscontrata la presenza di tetracloroetilene oltre i limiti previsti.

Il sindaco Onorio Luscia ha ribadito la disponibilità dell’amministrazione a valutare proposte di riqualificazione anche in variante allo strumento urbanistico. Il Comune considera però non percorribile il recupero dei volumi per nuove attività artigianali o industriali, fatta eccezione per quanto già previsto dal Pgt in materia di artigianato di servizio, anche in considerazione della posizione dell’area all’interno del nucleo abitato.