Amministrare un Comune comporta responsabilità e impegni che, in base alle dimensioni dell’ente, si riflettono anche sull’indennità riconosciuta al sindaco. Il tema riguarda anche il territorio bresciano, dove sono **203 i primi cittadini in carica** nei **205 Comuni** della provincia.
Il dato non comprende Serle e Valvestino, i due municipi bresciani che da pochi mesi sono stati commissariati. A livello nazionale, invece, i sindaci in carica sono **7.894**, tanti quanti i Comuni italiani amministrati da un primo cittadino.
Le regole stabilite dalla legge
La retribuzione dei sindaci è disciplinata dalla **Legge di bilancio 2022**, approvata il **30 dicembre 2021**. La normativa ha previsto importi minimi e massimi, accompagnati da incrementi graduali distribuiti tra il 2022 e il 2024.
Il livello più elevato arriva a **13.800 euro lordi al mese**, pari a **165.600 euro lordi all’anno**. Questa indennità spetta ai sindaci dei Comuni che sono anche Città metropolitane: si tratta di 14 realtà distribuite lungo la penisola, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova.
Il peso delle dimensioni del Comune
Per gli altri enti, l’ammontare dell’indennità varia in relazione alla fascia demografica e al ruolo ricoperto. In linea generale, le amministrazioni più grandi prevedono compensi più elevati rispetto ai municipi con una popolazione ridotta.
L’analisi prende in esame proprio i sindaci dei Comuni bresciani con le indennità più alte, mettendo in relazione gli importi con le dimensioni delle amministrazioni guidate. Il quadro è quindi legato alle regole nazionali e alla diversa consistenza dei municipi, senza avvicinarsi comunque ai compensi dei vertici delle grandi società pubbliche o alle somme riconosciute a parlamentari e consiglieri regionali.