Mancano pochi giorni alla riapertura dello storico Palazzo Wimmer di Gardone Riviera, sul lago di Garda. Dal 30 settembre l’edificio Liberty tornerà a ospitare attività aperte al pubblico con un progetto legato alla famiglia di Iginio Massari, affiancato dai figli Nicola e Debora, e ai soci del Gruppo Orion.
La riapertura sarà organizzata per fasi. Nella prima parte entreranno in funzione il bar, la pasticceria e il bistrot, con una proposta distribuita dalla colazione alla cena. Il locale offrirà caffetteria, prodotti di pasticceria e dolci, mentre il servizio diurno e serale comprenderà anche pizze gourmet. Il ristorante gastronomico al primo piano è invece previsto per la fine di novembre.
Un’apertura articolata in più momenti
Il progetto prevede inoltre un ristorante fine dining da 40 coperti. A guidarlo sarà lo chef Alessandro Proietti Refrigeri, nato a Roma nel 1988. Nel suo percorso professionale figurano una stella Michelin conquistata nel 2019 a Villa Naj di Stradella e una seconda ottenuta nel 2023 alla Coldana di Lodi, oltre a esperienze come sous chef al Noma di Copenaghen e alla Pergola di Roma con Heinz Beck.
Per la primavera del 2027 è attesa l’apertura del sunset bar panoramico. La struttura si sviluppa su più livelli affacciati sul lago e comprenderà anche un chiosco rivolto verso la spiaggia. L’obiettivo dichiarato dal gruppo è costruire un’offerta capace di unire pasticceria, ristorazione e intrattenimento all’interno dello storico edificio.
La concessione e la storia dell’edificio
Il Comune di Gardone Riviera, proprietario di Palazzo Wimmer, ha assegnato alla società della famiglia Massari una concessione della durata di 25 anni. Nel 2024 il gruppo si è aggiudicato il bando per gli spazi commerciali con un’offerta complessiva di circa 160mila euro all’anno: 150mila euro per le attività di ristorazione e somministrazione e altri 10mila per il chiosco sulla spiaggia.
Palazzo Wimmer nacque nel 1909 con il nome di Kurhaus, come luogo di svago per la clientela straniera che frequentava Gardone Riviera, allora stazione climatica. Nel tempo ospitò concerti, veglioni e, per un periodo, anche una sala da gioco. Le attività del casinò furono sospese durante il fascismo e ripresero nel dopoguerra, dal 1945, ma soltanto per alcuni mesi.
Negli anni successivi una parte dell’edificio venne trasformata in cinema, attività rimasta in funzione fino ai primi anni Duemila. La prima cabina di proiezione era stata realizzata già nel 1935, al primo piano, negli spazi destinati in origine alla conversazione delle signore. Dopo diverse aperture, chiusure e restauri, il complesso ha ospitato per decenni il ristorante Casinò. L’ultima riqualificazione si è conclusa tra il 2023 e il 2024 grazie ai fondi del bando Beni Aperti di Cariplo.