Crisi industriale

Metalleghe, il Tribunale di Brescia dispone la liquidazione

Esposizione oltre 132 milioni, appello della famiglia Dusi e ipotesi di cessione dell’impianto in Bosnia.

Metalleghe, il Tribunale di Brescia dispone la liquidazione

Il Tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale di Metalleghe spa, azienda con sede a Flero specializzata nella lavorazione e nella vendita di metalli. Il provvedimento, emesso il 2 ottobre, segna un nuovo passaggio nella crisi che da tempo interessa il gruppo controllato dalla famiglia Dusi.

La procedura stabilisce i termini per la presentazione delle domande di insinuazione allo stato passivo da parte dei creditori e dei terzi titolari di diritti reali e mobiliari. Il termine per il deposito delle richieste è fissato al 22 dicembre, mentre l’esame dello stato passivo davanti al giudice delegato si terrà il 21 gennaio. Il professionista incaricato della procedura è Pierangelo Seri; giudice delegato è Angelina Baldissera.

La posizione debitoria

Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, la posizione debitoria pendente dell’azienda supererebbe i 132 milioni di euro. La famiglia Dusi ha annunciato il ricorso in appello contro la decisione del Tribunale. Tra le ipotesi indicate per affrontare la situazione c’è la vendita dello stabilimento produttivo in Bosnia, dalla quale sarebbe possibile ricavare fino a 30 milioni di euro.

Nel frattempo è attiva da poco più di un anno Metalleghe Green srl, una nuova società alla quale sono già stati trasferiti circa 20 lavoratori. Il trasferimento si inserisce nel quadro delle iniziative avviate mentre la società originaria affronta la procedura giudiziale e le conseguenze della drastica riduzione dell’attività.

Il crollo dei conti

I bilanci pubblici mostrano il progressivo peggioramento delle condizioni economiche. Il fatturato del gruppo è passato dai 222,5 milioni di euro del 2022 a meno di 8 milioni nel 2024. Nel 2023, a fronte di vendite per 135,9 milioni, il bilancio si era chiuso con un passivo di 76,4 milioni di euro; nel 2024 la perdita indicata era di 9,2 milioni.

Il ridimensionamento arriva dopo anni di espansione. Nel 2017 il gruppo aveva registrato un fatturato superiore a 355 milioni di euro e contava più di 450 dipendenti. La liquidazione giudiziale apre ora la fase di accertamento dei crediti e di valutazione del patrimonio aziendale, mentre la famiglia proprietaria punta sull’appello e sulla possibile cessione dell’impianto bosniaco.