Nuovo passaggio nella vicenda del depuratore del Garda, al centro da tempo di un confronto amministrativo e giudiziario. Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati da sei Comuni, confermando la decisione già assunta dal Tar di Brescia sulla competenza a esaminare le controversie relative all’opera.
La pronuncia, tuttavia, non entra nel merito delle contestazioni sollevate dagli enti contrari all’impostazione dell’intervento. I giudici hanno stabilito che le questioni dovranno essere affrontate dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, lasciando quindi aperto il confronto sul contenuto e sugli effetti del piano.
Il parere del Ministero
Quasi contemporaneamente, il Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole all’impostazione che prevede un unico impianto di depurazione a Esenta di Lonato. Lo schema contempla inoltre lo scarico delle acque trattate nel fiume Chiese, a Montichiari, in località Fontanelle.
Il parere ministeriale è stato comunicato al prefetto e all’Ufficio d’Ambito di Brescia. Il documento potrebbe consentire l’avvio del procedimento amministrativo per l’approvazione dell’intervento, ma non costituisce ancora l’autorizzazione definitiva alla realizzazione dell’opera.
Le contestazioni di Montichiari
Il sindaco di Montichiari Marco Togni ha commentato con perplessità la coincidenza temporale tra la decisione del Consiglio di Stato e il pronunciamento ministeriale. Il primo cittadino ha inoltre ribadito la contrarietà dell’amministrazione all’opera e criticato il mancato coinvolgimento degli enti che si oppongono all’attuale configurazione.
Togni ha spiegato che i Comuni potranno cercare altre sedi per rappresentare le proprie istanze, prospettando anche nuove iniziative giudiziarie. Tra le possibilità indicate figurano il ricorso in Cassazione o il passaggio davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Secondo il sindaco, finora le decisioni hanno riguardato soprattutto le competenze degli organi giudiziari, senza affrontare il merito del depuratore.
L’investimento complessivo previsto ammonta a 314 milioni di euro, 90 dei quali stanziati dal Governo. Il piano comprende l’impianto di Esenta, nuovi collettori e una realizzazione articolata in tre lotti, con completamento programmato entro il 2034. Restano da definire i successivi passaggi amministrativi e prosegue il confronto sullo scarico nel fiume Chiese.