È stata avviata su GoFundMe una raccolta fondi per Emanuele Marchina, 55 anni, residente a Monticelli Brusati, nel Bresciano. L’uomo convive da sette anni con un adenocarcinoma duttale del pancreas, una forma particolarmente aggressiva. Dopo un lungo percorso terapeutico, secondo quanto riferito da amici e familiari, il tumore ha smesso di rispondere alle cure e ha iniziato a interessare altri organi.
La campagna punta a raccogliere 40mila euro, una cifra destinata a coprire il primo mese di trattamento con il daraxonrasib, il farmaco individuato come possibile alternativa dai medici che seguono Marchina. Il costo indicato per la terapia è di circa 39mila dollari al mese. Le cure dovrebbero essere gestite dalla Fondazione Poliambulanza di Brescia, dove il 55enne è seguito da tempo.
Il farmaco non è ancora disponibile in Europa
Il daraxonrasib è il principio attivo di un medicinale autorizzato dalla Food and Drug Administration statunitense il 26 agosto. Il farmaco, prodotto da Revolution Medicines, è stato sperimentato negli Stati Uniti e in Giappone. In Europa, tuttavia, non ha ancora completato l’iter che ne consentirebbe la disponibilità gratuita negli ospedali pubblici. In Italia sono in corso alcune sperimentazioni, tra cui quelle citate a Pisa, ma il trattamento non è ancora accessibile attraverso il normale sistema sanitario.
I promotori della raccolta, amici e parenti di Emanuele, sostengono che negli studi il medicinale avrebbe raddoppiato la sopravvivenza in pazienti con caratteristiche simili. La campagna nasce quindi con l’obiettivo di consentire l’avvio della terapia in attesa di eventuali sviluppi sul fronte dell’autorizzazione e della rimborsabilità. Gli organizzatori hanno precisato che, qualora il farmaco diventasse disponibile gratuitamente in Italia o la raccolta non fosse più necessaria, l’intero ricavato sarà devoluto ad associazioni impegnate nella lotta contro il tumore al pancreas.
L’appello della famiglia e degli amici
Nel messaggio pubblicato sulla piattaforma, Emanuele viene descritto come una persona molto presente per il figlio di 17 anni e per la propria comunità di affetti. I familiari raccontano che ha affrontato le terapie con determinazione, ma ora, secondo la loro ricostruzione, non ci sarebbero ulteriori trattamenti disponibili in Italia per proseguire il percorso già intrapreso.
Del daraxonrasib si è parlato anche in una puntata de Le Iene, dove è stata raccontata l’esperienza di Max Parisi, speaker di Radio Monte Carlo, che si è rivolto alla realtà statunitense dopo una prognosi particolarmente grave. Il suo caso è stato presentato come una testimonianza degli effetti percepiti dopo l’assunzione del farmaco, in attesa degli esami di controllo.
Nel frattempo, il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema ha espresso un parere positivo, raccomandando il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione Europea. Il passaggio non equivale però alla disponibilità immediata del medicinale. Per sostenere la campagna è possibile utilizzare la pagina GoFundMe dedicata a Emanuele: al momento della pubblicazione risultavano raccolti oltre 12.700 euro.