A Strasburgo, oggi, martedì 20 ottobre 2026, l’Assemblea parlamentare europea ha approvato a larga maggioranza la propria posizione riguardante la revisione mirata del Critical Raw Materials Act, compiendo una tappa determinante verso l’istituzione del Centro europeo per le materie prime critiche.
La decisione dell’aula è stata commentata dall’eurodeputata Mariateresa Vivaldini (FdI-ECR), la quale ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa per tutelare il tessuto produttivo continentale e contrastare la concorrenza internazionale.
«Le materie prime critiche sono diventate una leva fondamentale del potere geopolitico. Chi ne controlla l’approvvigionamento condiziona il futuro della nostra industria, della transizione tecnologica e della nostra sicurezza. Con il voto di oggi, il Parlamento europeo compie un passo importante verso la creazione di un Centro europeo per le materie prime critiche, uno strumento che abbiamo fortemente sostenuto per ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione».
La competizione globale e le funzioni del nuovo organismo
L’esponente politica di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR ha richiamato l’attenzione sulle mosse dei principali competitor mondiali e sui compiti operativi affidati alla nuova struttura.
«Mentre Cina, Stati Uniti e Giappone rafforzano le proprie strategie di approvvigionamento, l’Europa deve dotarsi di strumenti altrettanto concreti. Il nuovo Centro dovrà sostenere investimenti, acquisti congiunti, accordi di lungo periodo e stock strategici, rafforzando le capacità europee lungo tutta la filiera, dall’estrazione alla trasformazione e al riciclo».
La governance e il ruolo dei Conservatori europei
I dettagli procedurali forniti da Mariateresa Vivaldini mettono in luce il contributo apportato dalla propria componente parlamentare nella definizione della governance dell’ente.
«Il contributo dei Conservatori europei è stato determinante, a partire dalla nostra proposta di istituire un Governing Board che garantisca il pieno coinvolgimento degli Stati membri nelle decisioni strategiche. Abbiamo lavorato per un Centro autonomo, con una governance solida, responsabilità definite e obblighi proporzionati per le imprese. Ora occorrono finanziamenti adeguati, anche attraverso il Fondo europeo per la competitività, e tempi certi per renderlo operativo».
I prossimi passaggi negoziali con il Consiglio europeo
Il recepimento del provvedimento, sostenuto in aula da cinque forze politiche, avvia ufficialmente le consultazioni interistituzionali per giungere al testo definitivo.
«Il voto di oggi, sostenuto da cinque gruppi politici, apre la strada ai negoziati con il Consiglio. L’autonomia strategica non si costruisce soltanto con nuovi obiettivi, ma riportando investimenti, capacità produttive e sicurezza degli approvvigionamenti in Europa. È questa la priorità che porteremo avanti anche nel trilogo».