Rischio esplosione

Ritrovato acido picrico in laboratorio abbandonato, rischio esplosione sventato

Cinque chili di acido picrico, materiale altamente instabile, sono stati neutralizzati grazie all'intervento del CoGePir.

Ritrovato acido picrico in laboratorio abbandonato, rischio esplosione sventato

Un intervento tempestivo ha evitato il rischio di un’esplosione “potenzialmente catastrofica” a seguito del ritrovamento di circa 5 kg di acido picrico in un laboratorio abbandonato in Via Francesco Nullo. Il materiale, rinvenuto durante le operazioni di bonifica dell’area ex Caffaro, si trovava in stato di massima pericolosità, ovvero secco, disidratato e cristallizzato. In queste condizioni, l’acido picrico diventa un esplosivo estremamente instabile, con un potenziale distruttivo paragonabile a diversi chili di tritolo e un’onda d’urto stimata di 7,3 km/s, superiore a quella del tritolo stesso. Una minima vibrazione o variazione di temperatura avrebbe potuto innescare una detonazione devastante.

Il recupero e il brillamento

Il recupero e la gestione del materiale pericoloso sono stati affidati al CoGePir, il Consorzio Gestione Pirotecnici, riconosciuto dal ministero dell’Ambiente. Il direttore generale del CoGePir, Piervittorio Trebucchi, ha immediatamente bloccato il cantiere e allertato artificieri e pompieri, evidenziando l’alto rischio di esplosione spontanea a causa delle temperature elevate. Le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco sono intervenuti sul posto, informando anche la Prefettura di Brescia, che ha valutato l’evacuazione di un’area di un chilometro e mezzo.

Per la rimozione dell’acido picrico è intervenuta la società Torpex spa, braccio operativo del CoGePir, che ha neutralizzato e rimosso l’esplosivo. Successivamente, il materiale è stato trasportato dalla Cigala Trasporti, storica azienda specializzata nel trasporto di esplosivi, in una cava appositamente “svuotata” per il brillamento.

L’importanza della prevenzione

Questo episodio rappresenta un esempio di sinergia vincente, ma mette in luce un problema nazionale riguardante la gestione dei materiali esplodenti. Negli ultimi giorni, la cronaca ha riportato notizie di esplosioni in altre località, con morti e feriti gravi. Nel 2025, il CoGePir ha gestito oltre 51 tonnellate di rifiuti pirotecnici, e nei primi mesi del 2026 ha già trattato più di 40 tonnellate. Trebucchi ha sottolineato l’efficacia del sistema, ma ha avvertito che il sommerso rappresenta una minaccia che può essere affrontata solo con un intervento deciso da parte dello Stato.