Sei ultras dell’Union Brescia sono stati denunciati dalla Polizia di Stato e raggiunti da altrettanti Daspo dopo l’aggressione ai pullman dei tifosi del Treviso, avvenuta al termine della partita di Serie C disputata il 17 settembre allo stadio Rigamonti. I provvedimenti sono il risultato degli accertamenti condotti dalla Digos della Questura di Brescia per ricostruire l’episodio e individuare i responsabili.
Al termine della gara, quando la tifoseria di casa aveva già lasciato l’impianto, due autobus con a bordo i sostenitori trevigiani hanno iniziato il trasferimento dalla zona della Curva Sud, in via dello Stadio. I mezzi erano accompagnati da una pattuglia delle forze dell’ordine, incaricata di seguire il percorso e di garantire l’uscita in sicurezza degli ospiti.
Il tentativo di bloccare i mezzi
Dopo alcune centinaia di metri, all’incrocio tra viale Europa e piazzale Vivanti, i pullman si sono trovati davanti a un gruppo composto da circa 40 ultras bresciani. Secondo la ricostruzione della Questura, alcuni partecipanti avevano il volto coperto e si erano disposti ai margini della carreggiata con l’intenzione di fermare i veicoli e provocare un confronto con i tifosi del Treviso.
L’azione sarebbe stata preceduta dall’accensione di alcuni fumogeni. In seguito, alcuni componenti del gruppo avrebbero lanciato oggetti contro il primo autobus, mentre altri avrebbero colpito con calci e pugni la porta posteriore del secondo mezzo. L’intervento degli agenti dei Reparti antisommossa ha consentito di allontanare gli ultras in direzione di via Bligny e di impedire il contatto diretto tra le due tifoserie.
Grazie all’intervento della Polizia, i pullman dei sostenitori ospiti hanno potuto proseguire il viaggio sotto scorta. L’episodio non ha quindi provocato uno scontro più ampio, ma ha fatto scattare gli approfondimenti investigativi della Digos, che ha esaminato gli elementi raccolti sul posto e le informazioni utili a identificare le persone coinvolte nell’azione.
Le denunce e i divieti
Gli accertamenti hanno portato all’identificazione di sei cittadini italiani, di età compresa tra 20 e 35 anni, residenti nella provincia di Brescia. La Procura della Repubblica li ha ricevuti come denunciati perché ritenuti responsabili di aver partecipato attivamente all’aggressione contro la tifoseria ospite. La posizione dei sei sarà valutata nell’ambito del procedimento, sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.
Nei confronti degli interessati, il questore Paolo Sartori ha emesso sei Daspo, con durate indicate in 6 anni, 5 anni e 18 mesi. I provvedimenti vietano l’accesso alle manifestazioni organizzate dalle federazioni aderenti al Coni e, nei giorni delle partite, agli impianti coinvolti nelle competizioni e ai luoghi collegati agli spostamenti delle tifoserie.
Il divieto può riguardare anche stazioni ferroviarie, caselli autostradali, aeroporti, autogrill e altri punti utilizzati per la sosta, il transito o il trasporto dei tifosi. Per gli impianti sportivi, l’area interessata comprende inoltre le strade, le vie e le piazze nelle immediate vicinanze, entro 500 metri dal perimetro esterno.