La cassa integrazione torna nello stabilimento Iveco Group di via Volturno, a Brescia. Gli operai della divisione Eurocargo resteranno a casa nelle giornate di giovedì 8 e venerdì 9 ottobre: il provvedimento interesserà circa 1.300 lavoratori. Una nuova sospensione dell’attività potrebbe essere disposta anche il 2 e il 3 novembre, ma per queste date l’ipotesi è ancora da confermare.
La misura è stata comunicata nell’ambito del ricorso alla cassa integrazione ordinaria, già utilizzata più volte in passato. Due giornate di Cigo sono previste anche per lo stabilimento Iveco di Suzzara, in provincia di Mantova, il 29 e il 30 ottobre. Il ricorso agli ammortizzatori sociali si inserisce in una fase delicata per il gruppo, impegnato nel percorso di possibile acquisizione da parte del colosso indiano Tata Motors.
L’offerta di Tata Motors
È trascorso un mese dal lancio dell’Opa sulla totalità delle azioni di Iveco Group. Il periodo di adesione si concluderà il 26 ottobre e, al 5 ottobre, le richieste risultavano pari al 28,3% del totale degli strumenti finanziari oggetto dell’offerta. L’operazione punta a unire Iveco Group e il business dei veicoli commerciali di Tata Motors, due realtà con portafogli di prodotti e competenze complementari.
Secondo quanto riportato nella nota congiunta diffusa dalle società, l’integrazione porterebbe alla nascita di un gruppo con vendite superiori a 590mila unità all’anno e ricavi complessivi pari a circa 21 miliardi di euro. La distribuzione indicata è concentrata in Europa per il 46%, in India per il 32%, in Sudamerica per l’8% e nel resto del mondo per il 14%. Le aziende sottolineano inoltre la presenza nei mercati emergenti dell’Asia e dell’Africa.
Le condizioni dell’operazione
L’offerta è subordinata ad alcune condizioni, tra cui il raggiungimento di una soglia minima di adesione pari al 95% delle azioni ordinarie. Il limite potrebbe essere ridotto automaticamente all’80% nel caso in cui gli azionisti approvassero la delibera Back-End durante l’assemblea straordinaria convocata per il 16 ottobre.
Exor, società della famiglia Agnelli e principale azionista di Iveco Group, ha assunto un impegno irrevocabile a sostenere l’offerta e a portare in adesione la propria partecipazione. La quota rappresenta circa il 27,1% delle azioni ordinarie e il 43,2% dell’insieme dei diritti di voto. Nel frattempo, nei siti produttivi di Brescia e Suzzara, il ricorso alla cassa integrazione riporta l’attenzione sulle prospettive industriali e occupazionali del gruppo.