Un maresciallo dei carabinieri, in servizio come comandante di una stazione della provincia bresciana, risulta indagato dalla Procura di Brescia per una presunta violenza sessuale aggravata. Al centro dell’inchiesta c’è un episodio che sarebbe avvenuto all’interno della mensa della caserma, dove il militare e una giovane collega prestano abitualmente servizio.
Secondo quanto emerso finora, il sottufficiale avrebbe palpeggiato, o tentato di palpeggiare, la collega durante l’orario di servizio. La contestazione riguarda in particolare un contatto sul sedere della donna. La ricostruzione dovrà essere verificata nel corso degli accertamenti, ancora in corso, e l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una responsabilità già accertata.
La segnalazione ai comandi
Altri carabinieri avrebbero assistito alla scena. Quanto accaduto sarebbe stato riferito rapidamente ai livelli superiori dell’Arma, prima al comando di compagnia e successivamente al comando provinciale. Proprio la segnalazione del comando provinciale avrebbe portato all’attivazione dell’indagine coordinata dalla Procura.
Parallelamente agli accertamenti dell’autorità giudiziaria, l’Arma avrebbe avviato anche una verifica interna per ricostruire i fatti e valutare eventuali profili disciplinari o organizzativi. Il procedimento si svolge dunque su due piani distinti: quello penale, affidato alla Procura di Brescia, e quello amministrativo interno all’istituzione.
L’ipotesi di reato
Il maresciallo avrebbe cercato di ridimensionare l’episodio, riconducendolo a un possibile malinteso maturato in un contesto goliardico. La Procura, tuttavia, procede per l’ipotesi di violenza sessuale aggravata. L’aggravante contestata sarebbe legata sia alla qualifica di pubblico ufficiale dell’indagato sia alla sua posizione gerarchica rispetto alla collega.
Gli investigatori dovranno ora chiarire la dinamica dell’episodio, raccogliere le testimonianze di chi si trovava nella mensa e verificare ogni altro elemento utile. Al momento, l’indagine non risulta conclusa e non sono riportati ulteriori provvedimenti nei confronti del sottufficiale. Saranno gli accertamenti della Procura e le eventuali successive decisioni dell’autorità giudiziaria a stabilire se vi siano responsabilità penali.