Intesa giudiziaria

Nuovo accordo a Brescia sulle confische definitive

L’iniziativa coinvolge reparti lombardi e prevede verifiche preventive sui beni da aggredire.

Nuovo accordo a Brescia sulle confische definitive

È stato sottoscritto a Brescia il nuovo protocollo operativo tra la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello e il Comando Regionale Lombardia della Guardia di finanza per l’esecuzione dei provvedimenti di confisca definitivi. L’intesa rinnova e aggiorna il memorandum siglato nel 2021, rafforzando il coordinamento tra autorità giudiziaria e reparti del Corpo.

Il documento è stato firmato mercoledì 14 ottobre 2026 e riguarda le cosiddette confische in executivis, cioè quelle eseguite nella fase successiva alla definitività del provvedimento. L’obiettivo è rendere più efficace l’individuazione dei beni e delle somme riconducibili ai condannati, così da consentire il recupero delle risorse da destinare all’Erario.

Oltre 26 milioni di euro recuperati

Tra giugno 2021 e settembre 2026, i Reparti della Guardia di finanza, sotto il coordinamento della Procura Generale, hanno eseguito confische per oltre 26,2 milioni di euro. Si tratta in larga parte di beni non sottoposti a sequestro durante le fasi precedenti dei procedimenti, ma individuati al momento dell’esecuzione, oltre che di somme sequestrate all’estero e successivamente rimpatriate in vista della confisca.

Il nuovo protocollo estende la collaborazione a tutti i Reparti del Distretto e introduce un accertamento patrimoniale preliminare. La verifica sarà svolta attraverso gli applicativi informatici in uso alla Guardia di finanza e servirà a individuare preventivamente eventuali beni aggredibili o somme nella disponibilità del condannato.

Le procedure previste

Sulla base degli esiti degli accertamenti, la Procura Generale potrà scegliere la procedura ritenuta più efficace. Se saranno individuati beni utilmente sottoponibili a esecuzione, i Reparti potranno ricevere la delega per procedere alla confisca. In assenza di beni sequestrati o rintracciati, invece, si potrà procedere secondo le modalità previste per le pene pecuniarie, ordinando al condannato il pagamento della somma corrispondente.

La possibilità di intervenire non verrà meno qualora, in un momento successivo, emergano nuovi beni. In caso di mancato pagamento, inoltre, la normativa più recente consente l’applicazione di una pena sostitutiva, anche di natura detentiva. Il protocollo mira così a evitare che una confisca rimasta ineseguita non produca conseguenze per l’interessato.

L’intesa si colloca in continuità con il protocollo sottoscritto il 26 febbraio 2026 con il Tribunale di Sorveglianza e consolida la collaborazione istituzionale nel recupero dei patrimoni illeciti e nell’attuazione dei provvedimenti definitivi.