Memoria civile

Vent’anni dopo, il ricordo dei Cottarelli

A due decenni dall’assassinio, restano dolore, domande e testimonianze tra gli abitanti.

Vent’anni dopo, il ricordo dei Cottarelli

Sono trascorsi vent’anni dalla strage del 2006 che colpì la famiglia Cottarelli nella propria abitazione di Urago Mella. Luca, Marzenna e Angelo furono uccisi nella villetta di famiglia, in una vicenda ricordata come un massacro di mafia e rimasta impressa nella memoria del quartiere.

Il ricordo di Luca

Tra le vittime c’era Luca Cottarelli, che nell’agosto del 2006 aveva 17 anni. Chi lo conosceva lo ricorda come un ragazzo dai capelli chiari, con il taglio a caschetto, abituato a muoversi in bicicletta per le strade del quartiere. Aveva una passione per la storia, ascoltava musica rock e frequentava l’istituto Artigianelli della comunità Piamarta.

A raccontare la sua figura è Piera, la zia di Luca. Nel ricordo familiare riemergono anche dettagli della sua quotidianità, come il modo particolare con cui scriveva a mano la lettera R, tracciandola al contrario. Per la donna, il ragazzo era cresciuto praticamente insieme alla famiglia fino a quell’età, prima di essere portato via dalla violenza della strage.

Una ferita ancora aperta

Il tempo trascorso non ha cancellato il peso di quanto accaduto. La memoria della famiglia si intreccia oggi con il percorso del quartiere, chiamato a confrontarsi con una pagina drammatica della propria storia. Il ricordo delle vittime resta legato ai luoghi in cui vivevano e alla comunità che ne aveva incrociato le vite.

Il racconto della vicenda si concentra soprattutto sulle persone e sulla loro memoria, a partire da Luca e dai legami con i familiari e con il territorio. A distanza di due decenni, Urago Mella prova così a fare i conti con la strage, mantenendo viva l’attenzione su Luca, Marzenna e Angelo Cottarelli e sul dolore lasciato dalla loro uccisione.