Quattordici bocconi di carne contenenti veleno sono stati trovati nei prati del Maniva, nel territorio comunale di Collio. La segnalazione è partita dopo la morte di un cane da caccia, che si trovava nella zona con il proprio padrone pochi giorni prima e che sarebbe deceduto a causa di un possibile avvelenamento.
L’intervento è stato effettuato dalla squadra cinofila della Polizia Provinciale di Brescia. Gli agenti hanno condotto un primo sopralluogo nell’area con il supporto del cane Sole e del suo conduttore, il vicecommissario Paolo Tavelli. Il fiuto dell’animale ha permesso di individuare le esche, nascoste nei prati e potenzialmente pericolose per altri cani, per gli animali da lavoro e per la fauna selvatica.
La bonifica dell’area
I bocconi sono stati rimossi nel corso delle attività di controllo e bonifica, così da eliminare il rischio per gli animali presenti nella zona. La presenza di veleno nelle esche rende infatti possibile un’intossicazione anche nel caso di ingestione da parte di animali non direttamente coinvolti nell’episodio iniziale.
Quello del Maniva non sarebbe un caso isolato. Già ai primi di agosto, nella stessa area, era stato necessario un intervento per la presenza di altre esche sospette. L’episodio si era verificato nei giorni precedenti a una manifestazione sportiva che prevedeva l’impiego di cani, circostanza che aveva richiesto controlli specifici sul territorio.
Il lavoro dell’unità cinofila
Secondo quanto riferito dalla Provincia di Brescia, Sole è uno dei pochi cani presenti nel Nord Italia ad avere una formazione specifica nella ricerca di esche avvelenate. La sua attività consente agli operatori di individuare bocconi difficili da vedere e di intervenire rapidamente per mettere in sicurezza le aree interessate.
La Polizia Provinciale ha spiegato che l’operazione rientra nelle attività di tutela svolte dall’unità cinofila in provincia e, con frequenza, anche fuori dal territorio bresciano. Al momento, dal testo della segnalazione non emergono indicazioni sull’autore del collocamento delle esche né ulteriori elementi sulle circostanze della morte del cane da caccia.