È stata restituita ai familiari la salma di Renis Domi, il 42enne deceduto domenica pomeriggio in un tragico incidente in moto in Val di Ledro, in Trentino. Padre di un bambino di 6 anni, Domi viveva a Concesio, ma aveva trascorso molti anni a Sarezzo, dove giovedì 16 luglio amici e parenti gli daranno l’ultimo saluto. I funerali si svolgeranno alle 15 nel cimitero di Sarezzo, con il corteo funebre che partirà dalla casa funeraria “In Valle”, in piazzale Europa.
Renis lascia nel dolore la mamma Dylbere, il papà Agim, il figlio Jayden, la sorella Elvisa con Valerio, Anthony e Aidan, e la compagna Laura. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di domenica lungo la strada che collega Bezzecca a Tiarno di Sotto. Secondo la ricostruzione della Polizia Stradale di Riva del Garda, Domi stava viaggiando in sella alla sua Yamaha R1 quando si è scontrato violentemente con una Renault Clio che stava effettuando una svolta.
La dinamica dell’incidente
L’urto è stato devastante. Il 42enne è stato sbalzato dalla moto ed è precipitato sull’asfalto dopo un volo di diverse decine di metri. Dietro di lui, in sella a un’altra moto, c’era la compagna Laura, che ha assistito impotente alla tragedia. Sul posto sono intervenuti ambulanza, automedica ed elisoccorso decollato da Trento, ma per il motociclista non c’è stato nulla da fare.
Aperta un’inchiesta
La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. Di origini albanesi, Renis Domi viveva in Italia da molti anni. Dopo aver lavorato a lungo come addetto alla sicurezza in diversi locali della Valtrompia, da qualche tempo era operaio alle Acciaierie Venete di Sarezzo. Era conosciuto anche per il suo impegno nel volontariato: per anni aveva prestato servizio come volontario della Croce Bianca di Lumezzane.
La sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio tra colleghi, amici e conoscenti. Tanti i messaggi comparsi sui social nelle ultime ore. “Un collega e un amico meraviglioso”, scrive chi lo aveva conosciuto e lavorato al suo fianco.