Salvataggio decisivo

Malore in acqua, bagnino e volontario rianimano un 60enne

L'uomo ha perso conoscenza durante il nuoto: pratiche rianimatorie e coordinamento con il 112 hanno ristabilito il battito.

Malore in acqua, bagnino e volontario rianimano un 60enne

Ha perso conoscenza mentre nuotava, è finito sott’acqua e ha avuto un arresto cardiaco. A intervenire per primo è stato Matteo, il bagnino in servizio nella struttura, che si è tuffato e ha riportato l’uomo a bordo vasca. Al suo fianco è arrivato anche Raul Cristofir, 19 anni, studente di infermieristica e soccorritore volontario della Croce Verde di Quinzano, presente in piscina per trascorrere una giornata di relax.

L’intervento a bordo vasca

L’episodio è avvenuto martedì 11 agosto, poco dopo le 14, nella piscina dell’Awake sport center di Dello, in via Vittorio Mero. Il 60enne stava nuotando quando ha accusato un malore, ha perso i sensi ed è finito sott’acqua. Dopo il recupero, le sue condizioni sono apparse subito gravi: l’uomo non respirava normalmente ed era in arresto cardiaco.

Il bagnino ha iniziato immediatamente il massaggio cardiaco. Raul ha messo a disposizione la propria preparazione, contribuendo a gestire la situazione: ha fatto allontanare gli altri bagnanti dalla zona, ha chiesto di portare il defibrillatore e ha mantenuto i contatti con la centrale operativa del 112, fornendo le informazioni necessarie ai soccorritori.

Il trasporto in ospedale

Il defibrillatore era stato preparato, ma non è stato necessario utilizzarlo. Le manovre di rianimazione e le compressioni toraciche hanno consentito al cuore del 60enne di riprendere a battere. Quando sono arrivati i mezzi di soccorso, l’uomo aveva già recuperato conoscenza.

Sul posto sono intervenute l’ambulanza di Dello e l’automedica dell’ospedale di Manerbio. Il 60enne è stato accompagnato in ospedale per gli accertamenti del caso; secondo le informazioni disponibili, le sue condizioni non sarebbero critiche.

La sequenza dei soccorsi si è svolta in pochi istanti. Il bagnino ha avviato le manovre salvavita subito dopo il recupero dall’acqua, mentre il giovane volontario ha contribuito alla gestione dell’emergenza e al coordinamento con il numero unico. Un intervento reso possibile anche dalla presenza casuale in piscina di un soccorritore formato.