Il progetto della stazione ferroviaria ad Alta Velocità del Basso Garda torna al centro del confronto istituzionale. La senatrice Paola Mancini, di Fratelli d’Italia, e il senatore Adriano Paroli, di Forza Italia, hanno presentato al Senato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per conoscere lo stato di avanzamento tecnico e finanziario dell’opera, prevista nell’area di San Martino della Battaglia, nel territorio di Desenzano del Garda.
Il progetto e le risorse
Nella risposta, il Ministero ha confermato che il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica della nuova fermata è stato completato e che l’Analisi Costi-Benefici, già aggiornata, ha avuto esito positivo. È ora in corso un ulteriore aggiornamento dei costi, necessario per valutare il rapporto tra i servizi da instradare sulla nuova linea e quelli destinati a proseguire sulle interconnessioni esistenti, continuando a servire le stazioni già operative.
La linea AV Brescia-Verona dovrebbe entrare in esercizio entro la fine del 2026. In assenza della nuova fermata, i convogli ad Alta Velocità attraverserebbero il territorio gardesano senza effettuare soste. Sul piano finanziario, il Ministero ha spiegato che le risorse inizialmente previste sono state temporaneamente riallocate su altri interventi del Pnrr, attraverso la clausola di flessibilità, dopo l’aumento dei costi emerso nelle prime fasi della progettazione. Proseguono quindi le attività istruttorie con RFI e le amministrazioni territoriali per valutare un possibile reinserimento dell’opera nella programmazione infrastrutturale.
Mancini ha sostenuto la necessità di definire tempi chiari e di assicurare il ritorno dell’intervento nella programmazione finanziaria prima dell’attivazione della nuova linea. Anche la consigliera regionale lombarda Claudia Carzeri ha definito la risposta ministeriale un segnale di continuità rispetto al percorso avviato in Regione Lombardia attraverso alcune mozioni. Secondo Carzeri, la stazione e la collegata fermata sulla linea storica rappresenterebbero un’infrastruttura strategica per il Garda e per l’intera provincia di Brescia.
Le perplessità sull’opera
Di segno opposto la posizione della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini, che ha ribadito la propria contrarietà. A suo giudizio, una fermata collocata in un’area periferica avrebbe bisogno di nuove opere per risultare accessibile e funzionale: viabilità dal casello autostradale di Sirmione, parcheggi, aree di interscambio, percorsi pedonali e un collegamento protetto con la linea ferroviaria storica.
Pollini ha sottolineato che il costo complessivo sarebbe salito a circa 200 milioni di euro, rispetto ai 35 milioni indicati nel 2018. La consigliera ha inoltre osservato che i treni ad Alta Velocità potrebbero continuare a utilizzare anche il tracciato storico, mantenendo i collegamenti con le stazioni di Desenzano e Peschiera. Da qui i timori per il consumo di suolo agricolo, per una domanda inferiore alle attese e per il rischio che la nuova struttura non costituisca un’alternativa efficace all’auto privata.
Sostegno al progetto è stato espresso anche dalla presidente della Comunità del Garda, Mariastella Gelmini. Secondo Gelmini, la fermata di San Martino della Battaglia sarebbe un’opportunità strategica per un’area turistica ed economica di rilievo nazionale e internazionale. La Comunità del Garda ha manifestato la disponibilità a collaborare con enti locali, Regione e Governo per accompagnare l’iter verso la realizzazione, in attesa delle decisioni sulle condizioni tecniche e sulla copertura finanziaria.