Dal prossimo 8 settembre, la base logistica dei voli cargo di Amazon Air sarà trasferita all’aeroporto di Montichiari, abbandonando così lo scalo di Malpensa. Questo cambiamento comporterà lo spostamento di 38 voli settimanali della compagnia aerea islandese Asl Airlines, che opera per Amazon. Con il nuovo assetto, i volumi di trasporto presso Montichiari raddoppieranno, portando a circa 40mila tonnellate di merci aggiuntive.
Implicazioni per i lavoratori
L’attività di handling, che comprende le operazioni di movimentazione e gestione delle merci, sarà gestita all’aeroporto Gabriele d’Annunzio. Attualmente, questa attività è sotto la supervisione di Malpensa Logistica Europa (MLE), parte del gruppo BCube, che opera anche in altri scali come Linate, Roma Fiumicino e Venezia Tessera. Tuttavia, la decisione ha sollevato preoccupazioni riguardo al futuro dei lavoratori di MLE, con i sindacati che stimano a rischio circa 200 posti di lavoro.
Per questo motivo, è stato organizzato un presidio all’aeroporto di Malpensa, con la partecipazione delle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA. In una nota congiunta, i sindacati hanno evidenziato che la distanza tra Malpensa e Brescia rende difficile il trasferimento del personale al nuovo sito operativo. Il rischio è che la scelta di Amazon possa avere conseguenze dirette sul futuro occupazionale di chi ha garantito per anni lo svolgimento della commessa.
Richieste dei sindacati
I sindacati hanno chiesto ad Amazon di assumersi la responsabilità delle conseguenze sociali e occupazionali delle proprie scelte. Non è accettabile, secondo loro, che la decisione venga vista solo come una questione commerciale, ignorando le ricadute sui lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto garanzie per la tutela dei posti di lavoro e delle condizioni economiche delle persone coinvolte, chiedendo anche chiarimenti sul ruolo di Amazon nella gestione delle conseguenze occupazionali derivanti dalla propria decisione.