Una donna aveva lasciato l’abitazione condivisa con il marito per cercare un luogo in cui sentirsi al sicuro. La separazione e la prima denuncia, tuttavia, non avrebbero fermato il 72enne, che secondo quanto ricostruito dai Carabinieri avrebbe continuato a contattarla con telefonate e messaggi minatori.
La vicenda è stata seguita dai militari della Stazione di Gambara, ai quali la donna si è rivolta nuovamente nella mattinata di giovedì 27 agosto. La vittima ha consegnato gli screenshot delle conversazioni WhatsApp, descritte come quasi quotidiane e caratterizzate da offese sempre più pesanti, oltre che da minacce di morte.
Le telefonate durante la notte
La denuncia è arrivata dopo una notte particolarmente difficile. Il telefono della donna avrebbe continuato a squillare con decine di tentativi di contatto. Terrorizzata, non aveva risposto alle chiamate, ma in seguito aveva ricevuto un messaggio contenente una minaccia di morte e l’intimazione a non chiedere l’intervento dei Carabinieri.
Visibilmente provata, la donna ha riferito ai militari di essere esasperata e di temere per la propria incolumità. Le conversazioni conservate sul telefono hanno consentito di documentare, secondo gli investigatori, il quadro dei comportamenti persecutori e delle intimidazioni attribuite all’ex marito.
Il fermo e il trasferimento in carcere
Dopo aver raccolto gli elementi disponibili, i Carabinieri si sono messi sulle tracce dell’uomo. Il 72enne è stato rintracciato mentre si aggirava in bicicletta per le vie di Pralboino. Accompagnato in caserma per gli accertamenti e la redazione degli atti, è stato arrestato in flagranza differita con l’accusa di atti persecutori e minaccia aggravata.
Al termine delle formalità, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Brescia, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Per venerdì 28 agosto è stata fissata l’udienza di convalida. Nei confronti dell’ex moglie è stato inoltre attivato il protocollo previsto dal Codice Rosso, in relazione all’ipotesi di atti persecutori.