Quindici ragazzi, tutti residenti nella Bassa bresciana all’epoca dei fatti, sono indagati a vario titolo per due tentate rapine aggravate e lesioni personali. La vicenda è stata ricostruita dai carabinieri della Compagnia di Verolanuova e del Comando provinciale di Brescia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Brescia.
Le due aggressioni sarebbero avvenute nella stessa serata, alla fine di agosto, nel territorio di Gambara. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le vittime erano state attirate separatamente in una zona appartata e scarsamente illuminata dopo aver concordato un incontro attraverso app e social network con una persona conosciuta online.
Gli incontri organizzati sui social
Una volta raggiunto il luogo stabilito, i due giovani sarebbero stati circondati dal resto del gruppo. I ragazzi avrebbero quindi spintonato e minacciato le vittime nel tentativo di impossessarsi del denaro che avevano con sé. In uno dei due episodi, l’aggredito ha riportato alcune lesioni: i medici del Pronto soccorso hanno stabilito una prognosi di sette giorni. La vittima è comunque riuscita ad allontanarsi e a chiedere aiuto.
Le indagini sono partite dalle denunce presentate dalle persone coinvolte. I militari hanno concentrato gli accertamenti sui filmati degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, ricostruendo i movimenti del gruppo e le fasi precedenti alle aggressioni. Le immagini avrebbero consentito alle vittime di riconoscere alcuni degli aggressori.
Le perquisizioni disposte dalla Procura
Due soggetti, in particolare, avrebbero curato i contatti online e l’adescamento delle vittime, fissando gli appuntamenti che si sono poi trasformati nei tentativi di rapina. L’identificazione degli altri componenti sarebbe stata completata incrociando i fotogrammi acquisiti con le fotografie di persone già sottoposte all’attenzione degli investigatori.
Nella mattinata di giovedì 8 ottobre 2026 i carabinieri hanno eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura minorile di Brescia. Il provvedimento riguarda i quindici giovani ritenuti coinvolti, con ruoli diversi, negli episodi. La loro posizione dovrà ora essere valutata dall’autorità giudiziaria nel corso degli ulteriori accertamenti.