Sul lungolago di Fasano del Garda, frazione di Gardone Riviera, è stata inaugurata una targa commemorativa dedicata a Maria Cecilia Merzari, conosciuta da tutti come Cocchina. L’iniziativa si è svolta nel centenario della nascita della donna, alla quale è stata intitolata la passeggiata che amava percorrere negli ultimi anni della sua vita.
Una cerimonia partecipata
L’evento, in programma domenica 18 ottobre 2026, è stato patrocinato dalla Città di Gardone Riviera e coordinato dall’associazione Don Francesco Ricchini. Alla cerimonia hanno partecipato gli amici storici del gruppo Chèi dèla Cocchina, compagni di numerosi progetti e testimoni di aspetti meno conosciuti della sua esperienza.
Hanno contribuito alla giornata anche I Bagater dèla Riviera, con l’esecuzione di brani della tradizione popolare, l’Unità pastorale San Trevi Francesco, il Centro Sociale Trevisani Scarpetta, che ha curato l’aperitivo, i volontari dell’oratorio e Lina Coppola, impegnata nelle letture. La scopertura della targa ha riunito realtà associative, comunità parrocchiale e cittadini nel ricordo di una figura profondamente legata al territorio.
Il suo impegno per la cultura
Nel corso della cerimonia, il presidente dell’associazione Don Ricchini Scuola del tempo libero, Fabiano Mauri, ha ricordato Merzari descrivendola con il volto sorridente, il basco, il caschetto argentato e la sciarpa abbinata. Negli anni Sessanta Cocchina aveva raccolto attorno a sé gruppi di giovani accomunati dalla passione per la lettura e la scrittura.
Gli incontri si svolgevano inizialmente in una sala delle vecchie scuole elementari di Fasano, diventata la prima biblioteca del Comune grazie alle donazioni di privati. In seguito, l’attività proseguì nella nuova sede trasferita nel capoluogo, all’interno del parco di Villa Alba. Per molti ragazzi l’appuntamento rappresentava un punto di riferimento per discutere di poesia, arte, politica e attualità.
Merzari ebbe inoltre un ruolo importante nella nascita e nell’animazione di alcune delle prime biblioteche comunali del Sistema bibliotecario Alto Garda. Si impegnò anche per mantenere attive le sedi più periferiche, rendendosi disponibile a lavorare come bibliotecaria in Valvestino, con l’obiettivo di garantire l’accesso alla cultura anche alle comunità più lontane.
Il legame con il lago rimase centrale fino agli ultimi anni. Maria Cecilia amava le passeggiate lungo la riva e le gite in battello; proprio lungo la passerella di Fasano veniva spesso incontrata durante le sue camminate. La nuova intitolazione restituisce ora a quel luogo il nome con cui generazioni di cittadini l’hanno conosciuta e ricordata.