È stato fermato al confine tra Italia e Francia il cittadino marocchino nato nel 1998 ritenuto dai carabinieri presunto responsabile del tentato omicidio avvenuto il 6 settembre a Gardone Val Trompia. Secondo gli investigatori, l’uomo stava cercando di lasciare il territorio italiano. Il provvedimento di fermo di indiziato di delitto è stato emesso dalla Procura di Brescia al termine delle attività condotte dai militari del Nucleo Radiomobile di Gardone.
L’aggressione dopo la lite
L’intervento dei carabinieri era scattato nella notte del 6 settembre, in seguito a una segnalazione arrivata al 112. Quando i militari sono giunti sul posto hanno trovato un 29enne tunisino sanguinante, con una profonda ferita al collo. Le condizioni dell’uomo hanno richiesto il trasferimento d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Civile di Brescia.
In ospedale i medici sono riusciti a fermare l’emorragia con un intervento d’urgenza, riscontrando anche una lesione alla giugulare. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire, secondo l’ipotesi investigativa, le fasi precedenti all’aggressione. Il presunto autore si sarebbe presentato nell’abitazione della vittima, dove si trovava anche un gruppo di altre persone nordafricane. Sarebbe quindi nata una lite, degenerata in una colluttazione con calci e pugni.
Durante lo scontro, il 29enne sarebbe stato colpito al collo con alcuni frammenti di una bottiglia di vetro. Il colpo gli avrebbe provocato una copiosa perdita di sangue. Subito dopo, il cittadino marocchino si sarebbe allontanato approfittando del passaggio di un conoscente, che lo avrebbe fatto salire in auto senza sapere quanto era appena accaduto.
La fuga e il fermo
I militari hanno rintracciato poco dopo il veicolo. A bordo c’era soltanto il conducente, che avrebbe confermato di aver trasportato il giovane e lo avrebbe descritto come sporco di sangue. Dopo essere sceso dall’auto, il presunto aggressore si sarebbe allontanato a piedi, facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini hanno coinvolto i testimoni presenti, il sopralluogo sulla scena e l’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza. Gli elementi raccolti hanno consentito di identificare il cittadino marocchino e di ricostruirne gli spostamenti. Il fermo è stato infine eseguito dalla polizia di frontiera prima che l’uomo riuscisse ad abbandonare il Paese. La sua posizione resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.