A Mazzano entra ufficialmente in funzione la struttura a servizio dell’agglomerato locale e della frazione di Ciliverghe. L’opera presenta una capacità depurativa pari a 16.000 Abitanti Equivalenti.
A2A inaugura il nuovo depuratore di Mazzano
Mercoledì 28 ottobre 2026 la consigliera provinciale Caterina Lovo Gagliardi, delegata alla Pianificazione Urbanistica Territoriale, il primo cittadino Ferdinando Facchin, la presidenza e la direzione dell’ATO di Brescia Paolo Bonardi e Marco Zemello e l’amministratore delegato di A2A Ciclo Idrico Tullio Montagnoli hanno presenziato al taglio del nastro. L’intervento ha comportato una spesa complessiva di circa 12,7 milioni di euro, sostenuta mediante un contributo a fondo perduto erogato da Regione Lombardia per oltre 4,5 milioni di euro. I cantieri, aperti ad aprile 2024, si sono conclusi a giugno 2026, favorendo la partenza operativa nell’autunno 2026.
Pianificato d’intesa con le istituzioni locali e l’ATO di Brescia, il depuratore sorge a circa 300 metri dalla sede precedente, all’interno di un’area pubblica vicina alla Tangenziale Sud, al Centro di Raccolta e all’ex discarica. Una condotta di circa 320 metri garantisce il collegamento alla rete fognaria. Le acque risanate defluiscono nella Roggia Mazzanesca Bettole a Mattina, sotto la competenza del Consorzio di Bonifica Chiese, ristrutturata per ottimizzare la portata.
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Depuratore di Mazzano di A2A
Brescia 28.09.2026 Ph Christian Penocchio
Depuratore di Mazzano di A2A
Brescia 28.09.2026 Ph Christian Penocchio
Depuratore di Mazzano di A2A
Brescia 28.09.2026 Ph Christian Penocchio
Depuratore di Mazzano di A2A
Brescia 28.09.2026 Ph Christian Penocchio
“L’inaugurazione del nuovo depuratore di Mazzano è un ulteriore passo nel percorso di ammodernamento e potenziamento del sistema idrico bresciano.”
Ha dichiarato l’amministratore delegato Tullio Montagnoli.
“I depuratori sono l’ultimo presidio a protezione dell’ambiente dalle attività civili ed industriali che producono inquinamento, ed è per questo che Investire nella depurazione significa proteggere l’ambiente e la risorsa idrica, ma anche dotare i territori di infrastrutture moderne, efficienti e capaci di rispondere alle esigenze delle comunità. Particolare attenzione deve poi essere data alla gestione dei fanghi di depurazione dai quali si possono recuperare risorse e che possono dare energia: la loro qualità deve essere monitorata con attenzione perché contengono tutto quello che noi rimuoviamo nel processo depurativo.”
La struttura garantisce elevati standard di continuità. Il processo a fanghi attivi si articola su due linee autonome, interconnesse e ridondanti, ideate per mantenere l’operatività anche durante l’eventuale fermo di una delle componenti. Una vasca dedicata gestisce le acque meteoriche in eccesso attraverso fasi di grigliatura, disoleatura e dissabbiatura prima dell’avvio alla depurazione.
I sistemi di filtrazione finale a tela e di disinfezione erogano acqua depurata ad alta qualità. Il comparto dei pretrattamenti risiede dentro un capannone mantenuto in depressione e dotato di biofiltro per il trattamento dell’aria, così da contenere gli odori. Un meccanismo integrato per la disidratazione dei fanghi limita i trasporti stradali eliminando i macchinari temporanei.
La società guidata da Renato Mazzoncini ha destinato oltre 200 milioni di euro al ciclo idrico del territorio per superare le infrazioni comunitarie sulla depurazione delle acque. Con questa attivazione salgono a 11 le strutture realizzate negli ultimi anni: l’impianto si aggiunge a Bagnolo Mella, Nuvolera, San Paolo, Gavardo, Offlaga, Alfianello, Vobarno, Calvisano, Pralboino e Visano, gli ultimi due inaugurati nella primavera 2026. Il Piano Industriale al 2035 prevede ulteriori 500 milioni di euro per lo sviluppo delle infrastrutture idriche provinciali, di cui circa 80 milioni destinati al completamento del trattamento dei reflui.