Domenica 11 ottobre, a Pavone del Mella, la comunità si è riunita in via Manzoni per l’inaugurazione del monumento dedicato alle vittime degli incidenti sul lavoro. La cerimonia si è svolta nell’ambito della 76ª Giornata Nazionale ANMIL e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali e degli enti impegnati sul fronte della sicurezza.
Tra le autorità presenti c’erano il viceprefetto aggiunto Pietro Di Russo, il presidente territoriale di ANMIL Brescia Roberto Valentini, senatori, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti dell’Inail e delle sigle sindacali, oltre all’ex presidente di ANMIL Angelo Piovanelli e ad altre autorità civili, religiose e militari.
Un luogo per ricordare
La sindaca ed europarlamentare Mariateresa Vivaldini ha sottolineato il valore dell’opera come spazio di memoria e riflessione. Nel suo intervento ha ricordato le persone uscite di casa per recarsi al lavoro e mai rientrate, insieme alle famiglie la cui vita è stata segnata da un decesso o da un grave infortunio. Vivaldini ha inoltre raccontato di aver perso il marito in un incidente sul lavoro, spiegando che dietro ogni numero e ogni statistica ci sono una persona e una famiglia costretta a convivere con un’assenza.
Il monumento, ha aggiunto la sindaca, vuole offrire a Pavone del Mella un luogo nel quale fermarsi e mantenere viva l’attenzione su una questione che riguarda l’intera collettività. Il richiamo non è rivolto soltanto alle vittime, ma anche a chi ha riportato conseguenze permanenti e ai familiari che continuano a sostenere il peso della perdita o dell’infortunio.
I numeri degli infortuni
Roberto Valentini ha richiamato i dati sulle morti e sugli infortuni professionali, definendoli preoccupanti. Secondo le stime citate durante la cerimonia, ogni giorno morirebbero circa tre persone, per un totale di 1.100 vittime all’anno, mentre gli infortuni annuali arriverebbero a circa 500mila.
Per il presidente territoriale di ANMIL Brescia è necessario rafforzare una cultura della prevenzione e della sicurezza, soprattutto nelle scuole, coinvolgendo istituzioni, imprese, lavoratori e società civile. La memoria, è stato sottolineato, dovrebbe tradursi in azioni concrete affinché tragedie simili non si ripetano e affinché nessuna esigenza produttiva venga considerata più importante della vita umana.
L’opera è stata realizzata in acciaio Corten dalla ditta Evotec di Gabbioneta-Binanuova. La struttura richiama alcune attività caratterizzanti del territorio, dall’agricoltura alla metalmeccanica, e presenta al centro due elementi simbolici: un fiore, associato alla purezza, e due mani, richiamo all’accoglienza e al calore umano. Il monumento vuole così essere non soltanto un luogo della memoria, ma anche un richiamo alla responsabilità di chi amministra, fa impresa, svolge attività di controllo e lavora ogni giorno.