La cantina Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo è stata riconosciuta da Legambiente come Custode della Biodiversità. Il riconoscimento si inserisce nel progetto europeo Life NatConnect2030 e certifica l’impegno dell’azienda franciacortina nella gestione sostenibile dei vigneti e nella protezione degli ecosistemi agricoli.
L’ingresso nella Rete dei Custodi non consiste soltanto nell’assegnazione di un attestato, ma prevede specifici impegni per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale. Per Barone Pizzini si tratta di un ulteriore passaggio dopo l’attestato internazionale Biodiversity Friend e di una continuità con il lavoro avviato da oltre trent’anni sui temi ambientali.
Il monitoraggio del suolo
Tra le attività previste c’è il monitoraggio della biodiversità del terreno, ambito nel quale la cantina collabora già da anni con lo Studio Agronomico SATA. Il programma comprende il censimento dei microartropodi, organismi utilizzati come indicatori della salubrità e della fertilità biologica del suolo, e l’attribuzione dell’indice QBS-ar, con il coinvolgimento dell’Agrofood Research Hub dell’Università degli Studi di Brescia.
Le verifiche riguarderanno anche la biodiversità presente sopra il suolo, con particolare attenzione a carabidi, coleotteri, ditteri e imenotteri. Saranno inoltre valutati i servizi agroecosistemici presenti nei vigneti, dai siti di nidificazione alle aree umide, fino agli spazi favorevoli agli insetti pronubi. Tra gli elementi considerati rientra anche la capacità di sequestro del carbonio dell’ecosistema agricolo.
Il progetto europeo
Le attività e i dati raccolti saranno oggetto di divulgazione. L’iniziativa rientra in Life NatConnect2030, progetto cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Regione Lombardia, con la partecipazione di 16 partner e il supporto di Fondazione Cariplo.
Avviato nel 2024 e destinato a proseguire fino al 2032, il progetto coinvolge Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Trento. L’obiettivo è rafforzare la tutela della natura e la connessione della rete ecologica attraverso il ripristino degli habitat, il miglioramento dei collegamenti naturali, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione delle specie invasive.
Silvano Brescianini, amministratore delegato di Barone Pizzini, ha spiegato che l’azienda considera gli enti certificatori come un’opportunità per osservare il proprio lavoro da una prospettiva diversa. Secondo Brescianini, la scelta dell’agricoltura biologica punta a favorire la vita del suolo e una maggiore resistenza alle malattie.