Giustizia

Matías Pascual condannato a 14 anni per l’omicidio di Roberto Comelli

Il giovane barista ha confessato l'omicidio avvenuto a capodanno, ma ha ricevuto una pena ridotta.

Matías Pascual condannato a 14 anni per l’omicidio di Roberto Comelli

Matías Pascual, un barista di 21 anni, è stato condannato a 14 anni di carcere per l’omicidio di Roberto Comelli, avvenuto la notte di capodanno del 1° gennaio 2025 a Provaglio d’Iseo. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato, riconoscendo al giovane le attenuanti generiche per la sua collaborazione durante le indagini e il suo comportamento processuale corretto.

Il giudice ha escluso l’attenuante della provocazione, sottolineando che il comportamento di Comelli, sebbene petulante, non fosse tale da giustificare una reazione violenta. L’omicidio è avvenuto tra le 3 e le 4 del mattino, quando Pascual ha colpito Comelli con un fendente al cuore, dopo un momento di tensione durante una festa privata.

Dettagli dell’omicidio

Comelli, un carpentiere di 42 anni e padre di un ragazzo quasi coetaneo di Pascual, si era presentato alla festa in condizioni alterate, minacciando i presenti. Pascual ha tentato di calmarlo offrendogli da bere, ma, sentendosi minacciato, ha reagito accoltellandolo. Dopo il delitto, Comelli si è trascinato per alcune decine di metri prima di crollare al suolo, dove è stato trovato privo di vita.

Pascual, di origini argentine ma residente in Italia, si è costituito spontaneamente alle autorità il 2 gennaio 2025. Durante il processo, la pubblica accusa, rappresentata dalla pm Laura Matrone, aveva richiesto una pena di 16 anni, ma il giudice Cesare Bonamartini ha ritenuto che la condotta violenta fosse isolata e non premeditata, portando a una condanna inferiore.

Considerazioni finali

Il giudice ha anche considerato l’aggravante di aver commesso il reato in presenza di minori, dato che Pascual era accusato di omicidio in concorso con due ragazzi minorenni, successivamente indagati per favoreggiamento. La sentenza ha suscitato dibattito sull’adeguatezza della pena in relazione alla gravità del reato.