Rudiano piange la scomparsa di Gianpietro Marchetti, morto mercoledì 4 novembre 2026 all’età di 78 anni. Ex calciatore di Atalanta e Juventus, con cinque presenze nella Nazionale maggiore, Marchetti aveva poi intrapreso una lunga carriera da dirigente, diventando l’artefice della crescita del Piacenza approdato dalla Serie C alla Serie A.
Marchetti viveva a Rudiano, il paese al quale era rimasto profondamente legato. I funerali saranno celebrati sabato 7 novembre 2026. Alla famiglia è arrivato anche il cordoglio dell’Amministrazione comunale e del sindaco Andrea Gallina, che hanno ricordato il valore umano dell’ex sportivo e il suo forte senso di appartenenza alla comunità.
«Ha sempre portato il valore della brescianità e della sua Rudiano in giro per l’Italia», ha sottolineato il Comune. Il legame con il territorio era emerso anche in occasione della partecipazione di Marchetti, lo scorso anno, alla tavola rotonda organizzata dall’Amministrazione durante la Festa della solidarietà.
La carriera da calciatore
Formatosi nel settore giovanile dell’Atalanta, Marchetti aveva debuttato in prima squadra nella stagione 1966-67. Dopo una parentesi al Lecco, in Serie B, nel 1969 era passato alla Juventus, dove aveva giocato per cinque stagioni conquistando due scudetti consecutivi, nel 1971-72 e nel 1972-73. Con la maglia bianconera aveva collezionato 102 presenze e sei reti, partecipando anche alla finale di Coppa dei Campioni del 1973, persa contro l’Ajax a Belgrado.
Giocatore duttile, impiegato tra difesa e centrocampo, aveva esordito in Nazionale il 17 giugno 1972 nell’amichevole contro la Romania, terminata 3-3 a Bucarest. Nel 1974 era tornato all’Atalanta, nell’ambito dell’operazione che aveva portato Gaetano Scirea a Torino. A Bergamo era rimasto fino al 1979, diventando anche capitano e prendendo parte alla promozione in Serie A conquistata nel 1977 nello spareggio di Genova contro il Cagliari. Aveva concluso l’attività agonistica al Catanzaro, nella stagione 1979-80.
Il percorso con il Piacenza
Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, Marchetti aveva iniziato il lavoro dirigenziale alla Triestina, dove era rimasto dal 1982 al 1988. Nello stesso anno era stato chiamato dal presidente Leonardo Garilli al Piacenza, con l’incarico di costruire una squadra competitiva e capace di affermarsi nel calcio nazionale.
Con Gigi Cagni in panchina, il Piacenza aveva conquistato nel 1991 la promozione dalla Serie C1 alla Serie B e, nel 1993, la prima storica salita in Serie A. Per il debutto nella massima categoria la società aveva scelto una rosa interamente italiana, una filosofia sportiva alla quale Marchetti aveva contribuito in modo determinante. Dopo la retrocessione del 1994, la squadra era tornata subito in Serie A, consolidando negli anni successivi la propria presenza nel massimo campionato.
Marchetti era rimasto a Piacenza fino al 2001. Nel complesso aveva accompagnato il club in un percorso segnato da quattro promozioni, una dalla Serie C alla B e tre dalla B alla A, oltre a sei campionati disputati in Serie A. Un bilancio che ha legato il suo nome a una delle più importanti esperienze del calcio di provincia italiano.