Dovrebbero mancare ormai pochi giorni all’edizione 2026 di Steadfast Noon, l’esercitazione della Nato dedicata alla simulazione di scenari di impiego di armi nucleari. Le attività prevedono voli e missioni addestrative con bombe B61 non operative. Tra i reparti direttamente interessati figurano gli aerei e il personale dell’aerobase di Ghedi, in provincia di Brescia.
I vertici dell’Alleanza definiscono Steadfast Noon un’attività programmata e di routine. Nell’esercitazione, secondo quanto riferito, non vengono utilizzati ordigni reali, ma il quadro operativo e le località interessate restano coperti da un forte riserbo. Alla data del 5 ottobre non erano ancora state comunicate ufficialmente le date di svolgimento. L’edizione precedente si era tenuta dal 13 al 20 ottobre.
Le contestazioni dei movimenti pacifisti
Contro la nuova esercitazione si stanno mobilitando associazioni pacifiste italiane ed europee. PeaceLink, rete attiva dal 1991, ha espresso preoccupazione per la partecipazione italiana e per il coinvolgimento dei cacciabombardieri Tornado in partenza da Ghedi. Secondo la rete, una decisione con conseguenze politiche, etiche e strategiche avrebbe dovuto essere sottoposta a un dibattito parlamentare.
Nel documento diffuso dalle associazioni viene contestata anche la mancanza di trasparenza sulle aree in cui verrebbero simulati gli sganci degli ordigni. Le località, si sostiene, restano protette dal segreto militare, impedendo all’opinione pubblica di conoscere nel dettaglio lo svolgimento delle attività.
La mobilitazione in Germania
La protesta ha assunto una dimensione internazionale. In Germania, il gruppo Atomwaffenfrei ha raccolto l’adesione di decine di associazioni e movimenti, organizzando due giornate di mobilitazione: il 10 ottobre a Büchel e il 17 ottobre a Nörvenich, dove è prevista una manifestazione.
Secondo la nota diffusa dagli organizzatori, dalla metà di ottobre le forze armate tedesche saranno impegnate in un’esercitazione con le bombe nucleari custodite nella base aerea di Büchel. Le attività, sempre secondo il documento, si svolgeranno in diversi Paesi europei con la partecipazione degli Stati Uniti, degli Stati membri della Nato aderenti all’accordo nucleare e di altri Paesi dell’Alleanza.