La Corte d’Appello di Brescia ha emesso una sentenza storica, condannando il Comune a risarcire 67.620 euro a Gianfranco Paroli, fratello dell’ex sindaco, e alla moglie Piera Nava. La decisione riconosce i danni causati dalla cosiddetta “malamovida” nel quartiere Carmine, in una causa che si protrae dal 2012.
Questa sentenza rappresenta il quarto grado di giudizio e ribalta nuovamente una precedente decisione della stessa Corte d’Appello risalente al 2020. Tale sentenza era stata annullata dalla Cassazione nel 2023, che aveva rinviato il caso a un’altra sezione della Corte. La cronistoria giudiziaria evidenzia un percorso complesso, con una sentenza di primo grado favorevole alla famiglia Paroli, successivamente smentita in Appello e poi annullata in Cassazione.
Responsabilità del Comune
La Cassazione ha stabilito che i Comuni, in quanto proprietari e custodi delle strade e aree pubbliche, possono essere ritenuti responsabili per le immissioni acustiche provenienti da suolo pubblico. Questo principio ha avuto un ruolo cruciale nella decisione della Corte d’Appello, che ha riconosciuto la responsabilità del Comune per i rumori derivanti dalla movida.
Nonostante la sentenza rappresenti un passo significativo verso la conclusione della vicenda, essa non è ancora definitiva. Il Comune ha la possibilità di ricorrere nuovamente alla Cassazione. Inoltre, è in corso un’altra causa che coinvolge oltre 70 residenti del Carmine, i quali hanno richiesto un risarcimento al Comune di oltre 2 milioni di euro per i disagi causati dalla movida.