La Polizia di Stato ha intensificato le operazioni di contrasto alla criminalità giovanile, portando a termine una vasta operazione che ha coinvolto 44 province italiane. In questo contesto, sono state arrestate 539 persone e denunciate 954, con un totale di quasi 188mila soggetti controllati nelle zone di spaccio e della movida. L’operazione ha portato al sequestro di 703 kg di stupefacenti, 307mila euro in contante e 49 armi da fuoco, oltre a 87 armi bianche e 95 oggetti atti ad offendere. Sono stati anche individuati 973 profili social che inneggiano all’odio e alla violenza.
Interventi a Brescia e provincia
La provincia di Brescia è stata interessata da questa operazione, coordinata dalla Squadra mobile di Brescia, con la partecipazione di tutte le articolazioni della Questura, inclusi l’ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico, il commissariato Carmine e il commissariato di Desenzano. I controlli si sono concentrati nelle aree urbane a maggiore densità criminale, come la stazione ferroviaria, alcuni parchi e specifiche zone del centro e della periferia, notoriamente frequentate dai giovani e colpite da fenomeni di microcriminalità.
Nel mese di controlli, dal 18 giugno al 18 luglio, sono stati sottoposti a controllo 7.155 maggiorenni e 769 minorenni, con 13 arresti e 54 denunce, di cui 7 minori. Sono stati controllati 781 veicoli e 5 locali pubblici, e monitorati 200 profili social. A seguito di 22 perquisizioni, sono state sequestrate 7 armi bianche, tra cui 5 coltelli, 1 tirapugni e 1 taglierino, oltre a 1 storditore elettrico e 11 armi ad aria compressa. Nel contrasto allo spaccio di stupefacenti, sono stati sequestrati 395 grammi di cocaina, 821 grammi di hashish, 103 grammi di eroina e 15 grammi di marijuana, oltre a centinaia di euro in contante.
Il questore Paolo Sartori ha sottolineato l’importanza del controllo sistematico delle aree dove si rifugiano soggetti dediti a comportamenti illeciti, evidenziando la necessità di prevenire e contenere fenomeni che incidono sulla sicurezza dei cittadini. È fondamentale evitare che contesti urbani con un elevato livello di convivenza civile diventino punti d’interesse per criminali e pregiudicati.