Pressione sui conti

Energia, nel 2027 rincari fino a 250 euro per le famiglie

Studio Confcommercio-CER: inflazione oltre il 3% nello scenario con Brent stabile a 140 dollari

Energia, nel 2027 rincari fino a 250 euro per le famiglie

Il nuovo rialzo dei prezzi dell’energia potrebbe tradursi nel 2027 in una spesa aggiuntiva fino a 250 euro per famiglia. A stimarlo è l’Ufficio studi di Confcommercio, nell’analisi realizzata insieme al CER sulle conseguenze di una nuova impennata delle quotazioni energetiche.

Lo scenario più sfavorevole ipotizzato prevede il prezzo del petrolio Brent stabilmente a 140 dollari al barile. In queste condizioni, l’inflazione potrebbe superare il 3%, con effetti non limitati alle bollette. L’aumento dei costi dell’energia rischierebbe infatti di ridurre il potere d’acquisto delle famiglie, frenare i consumi e rallentare la crescita economica.

La dipendenza dal gas

Secondo lo studio, l’Italia sarebbe particolarmente esposta per la struttura del proprio sistema elettrico. Nel 2025 il 43,7% dell’elettricità nazionale è stato prodotto utilizzando il gas, a fronte del 18,2% della Spagna, del 17,6% della Germania e del 3,2% della Francia. Quando il gas aumenta, quindi, il prezzo dell’elettricità italiana tende a risentirne più rapidamente rispetto a quello di altri Paesi europei.

Il divario risulta già evidente nei dati citati da Confcommercio: a settembre l’elettricità in Italia costava 65,3 euro per megawattora in più rispetto alla Germania, 67,2 euro in più della Spagna e 69,4 euro in più della Francia. La maggiore esposizione al gas rende così più immediato il trasferimento delle tensioni sui mercati energetici alle tariffe elettriche.

Effetti su Pil e attività economiche

Le conseguenze riguarderebbero anche le imprese. Nello scenario peggiore, Confcommercio stima una perdita di tre decimi di Pil, con la crescita del 2027 ridotta allo 0,6%. Il rincaro delle bollette elettriche potrebbe inoltre superare un miliardo di euro per commercio, turismo e ristorazione già nel secondo semestre del 2026.

Il rischio delineato dall’analisi è quello di un effetto a catena: lo shock sui prezzi dell’energia potrebbe trasferirsi sui beni e sui servizi, alimentare l’inflazione e ridurre la capacità di spesa delle famiglie. La conseguente contrazione dei consumi finirebbe per pesare anche sull’attività delle imprese e sull’andamento complessivo dell’economia.