L’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA) ha deciso di chiudere le procedure di revisione relative ai tre progetti Erasmus+ della World Youth Alliance Europe e di revocare la sospensione dei relativi pagamenti a Bruxelles. “Vittoria! Dopo quasi un anno di verifiche, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA) ha deciso di chiudere le procedure di revisione relative ai tre progetti Erasmus+ della World Youth Alliance Europe e di revocare la sospensione dei relativi pagamenti”, ha dichiarato l’eurodeputato di FdI-ECR Paolo Inselvini lunedì 28 settembre 2026.
La vicenda dei finanziamenti e le verifiche dell’agenzia
“Fin dall’inizio ho seguito con attenzione questa assurda vicenda, essendo finita sotto accusa una ONG pro-life per tre progetti per un valore complessivo superiore a 400 mila euro. Il problema? Che nei loro convegni si occupavano della tutela del nascituro, del contrasto alla maternità surrogate e del valore della famiglia naturale. Oggi ho incontrato a Bruxelles i rappresentanti della World Youth Alliance per parlare di questo grande risultato e per approfondire insieme le implicazioni di questa vicenda”, ha proseguito l’esponente politico Paolo Inselvini.
L’iniziativa diplomatica e la risoluzione del caso
“Nel dicembre 2025, su mia iniziativa, insieme a numerosi colleghi eurodeputati avevamo inviato una lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai Commissari competenti, chiedendo un intervento chiarificatore sulla metodologia utilizzata nelle revisioni condotte dall’EACEA. La decisione comunicata ora dall’EACEA chiude le revisioni relative a tutti e tre i progetti interessati e rimuove la sospensione dei pagamenti. L’Agenzia ha comunicato che le presunte violazioni individuate durante la fase di revisione non sono state accertate in misura tale da giustificare un’ulteriore sospensione”, ha spiegato il rappresentante istituzionale Paolo Inselvini.
La difesa del pluralismo nei finanziamenti europei
“Una vittoria importante, che dimostra come sia impossibile negare la realtà. Un risultato che ci porta, ancora di più, a vigilare sull’utilizzo di ogni euro dei cittadini serve a difendere il pluralismo e a impedire che i finanziamenti dell’UE diventino strumenti di propaganda ideologica del progressismo. Un’altra Europa è possibile”, ha concluso l’europarlamentare Paolo Inselvini.