Le analisi delle acque reflue stanno offrendo una fotografia dei consumi di sostanze stupefacenti nella provincia di Brescia. Non consentono di individuare chi acquista la droga, né di stabilire con precisione dove venga consumata o quanto venga pagata, ma permettono di stimare la quantità assunta dalla popolazione collegata a un determinato depuratore.
Nel territorio bresciano l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla cocaina, con valori che in alcune zone risultano superiori alla media nazionale. La misurazione si basa sulla ricerca della benzoilecgonina, il principale metabolita della sostanza, che viene eliminato attraverso le urine. La presenza di questo composto consente quindi di ricostruire, con buona approssimazione, l’entità del consumo complessivo.
Il segnale del fine settimana
Un ulteriore elemento di analisi è rappresentato dal cocaetilene, sostanza che si forma quando cocaina e alcol vengono assunti insieme. La sua presenza suggerisce una componente ricreativa del consumo, concentrata in particolare durante il fine settimana. Il dato non identifica i singoli consumatori, ma contribuisce a descrivere le modalità con cui la sostanza viene utilizzata.
La cocaina rappresenta così uno dei principali indicatori della mappa dei consumi nel Bresciano, ma non l’unico. Il quadro comprende anche la ketamina, indicata come in forte crescita, e un aumento degli accessi al pronto soccorso collegati agli abusi. Si tratta di segnali che mostrano come il fenomeno non riguardi soltanto l’attività di spaccio e i sequestri, ma anche gli effetti sanitari del consumo.
Un mercato difficile da misurare
Il mercato degli stupefacenti viene descritto come un fenomeno dal valore complessivo di 16,8 miliardi di euro, nonostante i sequestri record. I dati ambientali non sostituiscono quelli delle forze dell’ordine o dei servizi sanitari, ma aggiungono una prospettiva utile: osservano ciò che viene effettivamente eliminato nelle acque e permettono di confrontare i consumi delle diverse aree servite dagli impianti.
La lettura congiunta di metaboliti, sostanze associate e accessi ospedalieri consente quindi di delineare l’evoluzione del fenomeno nella provincia di Brescia. Restano invece fuori da questa fotografia le informazioni individuali sugli acquirenti, i canali di approvvigionamento e i prezzi praticati al dettaglio, elementi che le analisi delle acque reflue non possono rilevare.