Controlli ferroviari

Polfer, oltre 3.200 persone identificate tra Brescia e provincia

Nove soggetti deferiti dopo episodi in stazioni, convogli e aree di transito

Polfer, oltre 3.200 persone identificate tra Brescia e provincia

La Polfer ha identificato oltre 3.220 persone nei controlli svolti nei giorni scorsi nelle stazioni e a bordo dei treni del Bresciano. Nove persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica per episodi diversi, mentre altre due sono state sanzionate.

Gli interventi tra Brescia e provincia

La stazione ferroviaria di Brescia, considerata una zona sensibile, è stata al centro dell’attività degli agenti. Tra i denunciati figura un 34enne tunisino, domiciliato in provincia di Cremona e irregolare sul territorio nazionale, che non avrebbe rispettato un ordine di espulsione emesso dal questore.

Un 41enne bengalese, pregiudicato e titolare di asilo politico, è stato denunciato per aver molestato una viaggiatrice su un treno regionale. Un cittadino italiano residente in provincia di Bergamo è invece finito all’attenzione degli investigatori dopo aver minacciato una pattuglia della Polizia di Stato nel piazzale della stazione.

Due cittadini stranieri, un croato di 63 anni residente a Brescia e un indiano di 52 anni residente in provincia, sono stati sanzionati dopo essere stati trovati in stato di alterazione alcolica mentre camminavano lungo i binari. Una 40enne indiana, pregiudicata e residente in provincia di Cremona, è stata denunciata per aver sottratto il cellulare dalla vettura di un conoscente al termine di un diverbio.

Gli episodi a Chiari e Desenzano

Un 23enne marocchino, senza fissa dimora e pregiudicato, è stato denunciato per aver danneggiato alcuni spazi della stazione ferroviaria di Chiari. Nella stazione di Desenzano del Garda, infine, due cittadini stranieri, un francese di 26 anni e un algerino di 29, entrambi senza fissa dimora e pregiudicati, sono stati denunciati per un furto.

Il questore Sartori ha sottolineato il ruolo della Polfer nelle stazioni e sui treni, in coordinamento con le aziende che gestiscono il trasporto ferroviario. L’attività, ha spiegato, punta alla prevenzione e alla repressione dei reati, con particolare attenzione alla tutela dei viaggiatori e delle categorie più vulnerabili.