Il tema della sicurezza e del decoro urbano torna al centro del dibattito politico a Brescia. Nella seduta consiliare di fine settembre, il centrodestra ha presentato un’interrogazione sul Parco Tarello, denunciando una situazione definita critica per la presenza di spaccio, prostituzione e persone senza dimora. Il leghista Massimo Tacconi ha parlato di un vero e proprio buco nero, richiamando anche la riduzione della frequentazione sportiva e le segnalazioni raccolte nei mesi scorsi dai residenti.
Tra i problemi indicati figurano i servizi igienici compromessi, la presenza di persone seminude e l’assenza, secondo i contestatori, di un progetto complessivo di riqualificazione. La richiesta riguarda quindi non soltanto maggiori controlli, ma anche una regia capace di restituire vivibilità all’area e di favorire nuove attività per famiglie e sportivi.
La risposta della Loggia
L’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti ha rivendicato gli interventi messi in campo dall’amministrazione. Dal 1° gennaio al 24 settembre 2026, ha riferito, la Polizia locale ha effettuato circa 198 interventi nella zona, spesso insieme ad Aprica. Ai controlli si sono aggiunte pattuglie congiunte con le altre forze dell’ordine e la presenza di sei telecamere.
Secondo la Loggia, la vivibilità del Tarello è stata affrontata anche con il taglio delle siepi per migliorare la visibilità, lo spostamento di alcune associazioni dalla gloriette e i progetti sociali di strada. L’amministrazione sta inoltre valutando iniziative ricreative per il periodo natalizio e la possibilità di estendere il progetto Sport al Parco anche a quest’area. Muchetti ha però sottolineato i limiti delle competenze comunali: molti dei presenti, ha spiegato, risultano identificati e in regola con i documenti, mentre i provvedimenti di allontanamento spettano alla Questura.
Le precisazioni dell’assessore hanno alimentato nuove critiche. Italia Viva, forza di maggioranza, ha richiamato il ruolo della Polizia locale nella gestione delle situazioni di degrado, mentre Carlo Andreoli ha contestato duramente l’operato dell’amministrazione. Per l’opposizione, gli interventi sarebbero arrivati dopo le denunce dei residenti e un servizio nazionale, mentre un’altra estate si è conclusa senza iniziative sufficienti a riportare le famiglie nel parco. Andreoli ha chiesto di spostare alcune attività sportive da piazza Vittoria alle aree verdi cittadine.
Le petizioni nei quartieri
Il confronto ha riguardato anche due petizioni relative a via Tartaglia e via Corfù. La prima, sottoscritta da oltre 600 cittadini, interessa la zona della baracca incendiata lungo il Garza, l’ex Banca Intesa, i parcheggi di via Tartaglia e la caserma Ottaviani. La Commissione Sicurezza ha registrato un miglioramento rispetto al 2025, citando 56 interventi della Polizia locale nei primi mesi del 2026, arresti e denunce, la chiusura del porticato dell’ex banca e la demolizione del chiosco bruciato. I firmatari hanno riconosciuto i progressi, chiedendo però continuità nel presidio.
La seconda istanza riguarda l’incrocio tra via Corfù e via Sardegna, dove vengono segnalati abbandono di rifiuti, accessi abusivi ai giardini privati e la presenza di persone senza fissa dimora nelle vicinanze della stazione e del Tarello. Anche in questo caso l’amministrazione ha richiamato gli interventi sul verde, i controlli e il lavoro degli agenti di comunità, mentre i residenti li hanno giudicati ancora insufficienti.
La discussione si è infine concentrata sulle diverse strategie per affrontare il degrado: da una parte la richiesta di maggiore severità, con il ricorso al daspo urbano e alle competenze della Polizia locale; dall’altra la necessità di intervenire sulle cause sociali e territoriali. Massimiliano Battagliola ha sollecitato una linea più dura, mentre Francesco Catalano ha criticato le politiche fondate soprattutto sulla repressione e ha richiamato il tema della prevenzione e della riduzione del danno. Muchetti ha difeso il controllo di vicinato e gli agenti di comunità, tornando a chiedere una riforma che consenta alla Polizia locale l’accesso diretto ai database nazionali.