Indagine fiscale

Sequestrati altri 570mila euro trasferiti dalla Croazia

Il provvedimento riguarda un condannato e segue un precedente fermo patrimoniale da circa 400mila.

Sequestrati altri 570mila euro trasferiti dalla Croazia

Altri 570mila euro sono stati confiscati nei confronti di un soggetto bresciano condannato per associazione per delinquere, reati fiscali e autoriciclaggio. Le somme erano depositate su conti correnti aperti in Croazia e sono state trasferite recentemente in Italia dall’Autorità giudiziaria.

L’esecuzione del provvedimento è stata affidata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, su disposizione della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia. L’intervento si inserisce nell’attività finalizzata a rendere effettiva la confisca dei patrimoni ritenuti collegati ai reati accertati.

Le somme trasferite all’estero

Il sequestro nasce dalla stessa complessa indagine condotta dai militari del Nucleo PEF e della Tenenza di Pisogne, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia. L’attività investigativa ha permesso di individuare e smantellare un’associazione per delinquere ritenuta finalizzata alla commissione di reati fiscali.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i profitti delle condotte illecite venivano trasferiti all’estero e depositati su conti intestati a società di comodo o a persone fisiche compiacenti, utilizzate come prestanome. I conti venivano poi svuotati attraverso prelievi in contanti e il denaro veniva riportato in Italia a bordo di automobili.

Nei mesi scorsi, lo stesso soggetto e un altro bresciano erano già stati destinatari di un’ulteriore confisca, per circa 400mila euro, relativa a disponibilità presenti su diversi conti correnti croati. Il nuovo provvedimento riguarda dunque ulteriori somme riconducibili alla medesima vicenda giudiziaria.

La condanna e il bilancio delle confische

Il condannato deve scontare sei anni e sei mesi di reclusione. La sentenza ha disposto la confisca delle somme considerate profitto dei reati di associazione per delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti d’imposta e autoriciclaggio.

La Guardia di finanza e l’Autorità giudiziaria bresciana hanno sottolineato il ruolo della cooperazione internazionale nell’esecuzione di misure patrimoniali su disponibilità localizzate fuori dai confini nazionali. Dal giugno 2021 a oggi, le attività condotte hanno consentito di acquisire patrimoni ritenuti illecitamente accumulati per oltre 18 milioni di euro: circa 15 milioni in disponibilità finanziarie e la parte restante in immobili, quote societarie e beni mobili.