La Guardia di Finanza ha condotto una serie di controlli nelle principali località turistiche della provincia, individuando nel bimestre giugno-luglio 2026 un totale di 66 lavoratori in nero e 28 irregolari. Questa operazione ha portato alla richiesta di sospensione di 16 attività imprenditoriali e ha comportato sanzioni che potrebbero raggiungere i 360mila euro.
Nel corso dei 63 interventi effettuati, i Reparti del Comando Provinciale di Brescia si sono concentrati su aree ad alta affluenza turistica, come la riviera del Garda, il Sebino e la Franciacorta. L’attività mirava a settori come la ristorazione, le strutture ricettive e il noleggio di attrezzature, notoriamente vulnerabili al lavoro irregolare.
Contrastare il lavoro sommerso
Grazie a un monitoraggio attento, sono stati découverti 94 posizioni irregolari, espressione di un fenomeno diffuso di lavoro nero. Nel dettaglio, le irregolarità hanno evidenziato anche il pagamento in contante, in violazione della legge n. 205 del 2017, che punta a garantire la tracciabilità dei pagamenti. Un controllo specifico ha rivelato 10 lavoratori in nero e 2 irregolari in un evento pubblico, insieme a mancanze relative alla SCIA antincendio e alle autorizzazioni necessarie per attività di pubblico spettacolo.
Abusivismo ricettivo e profili fiscali
La Guardia di Finanza ha dedicato particolare attenzione anche all’abusivismo ricettivo, con 18 interventi che hanno messo in luce strutture operative senza i titoli richiesti. Sono emerse irregolarità significative nel comune di Tignale, dove alcune locazioni immobiliari avevano omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi dal 2020 al 2024, corrispondenti a una base imponibile non dichiarata di circa 200.000 euro. Durante l’operazione, sono stati anche effettuati 445 controlli sulla corretta emissione di scontrini e ricevute fiscali.
Un protocollo d’intesa, firmato il 19 maggio 2026 tra la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate e l’Associazione Comuni Bresciani, ha aperto la strada a un modello di cooperazione che punta a migliorare l’efficacia dei controlli attraverso la condivisione di informazioni. Questo accordo si riflette nei controlli sulle locazioni brevi e sulle irregolarità turistiche, contribuendo a garantire la regolarità dell’offerta ricettiva e il recupero di entrate per i comuni coinvolti.
La sinergia tra queste istituzioni ha inoltre consentito di contestare sanzioni amministrative che vanno da un importo minimo di 183.300 euro fino a 366.600 euro, in proporzione alle violazioni riscontrate, dimostrando un’intensificazione dell’attività di controllo nel periodo di massima affluenza turistica.