Il maltempo ha lasciato una situazione ancora critica in Valcamonica, dove proseguono gli interventi per ripristinare le condizioni di sicurezza dopo frane, esondazioni e colate detritiche. La Strada statale 42 rimane completamente chiusa al traffico nel tratto compreso tra la località 3 Archi e il confine con il Comune di Malonno. La riapertura non è stata ancora indicata e la circolazione resta sospesa fino a nuovo ordine.
La Prefettura di Brescia raccomanda di utilizzare i percorsi alternativi del Passo dell’Aprica, lungo la Ss39, e del Passo del Tonale, sulla Ss42. Le autorità invitano inoltre a limitare gli spostamenti in automobile, privilegiando quelli legati a esigenze lavorative o sanitarie e ricorrendo, quando possibile, al trasporto pubblico locale.
Viabilità alternativa sotto controllo
Anche la Provincia di Brescia sconsiglia di mettersi in viaggio verso l’alta valle, per consentire alle squadre di operare nelle aree che presentano ancora numerose criticità. La viabilità alternativa indicata dai navigatori, viene precisato, è riservata ai mezzi autorizzati e a quelli impegnati nei lavori di ripristino. Per raggiungere le zone di Temù e Ponte di Legno rimangono disponibili il Passo dell’Aprica e il versante trentino.
Il Comune di Malonno ha istituito un percorso alternativo sulla strada intercomunale Malonno-Fletta-Edolo. Il transito è regolato a senso unico alternato nella fascia oraria compresa tra le 6 e le 24, con il presidio delle forze dell’ordine e dei volontari della Protezione Civile. Il passaggio è consentito soltanto ai mezzi di piccole dimensioni e viene raccomandato di ridurre gli spostamenti non indispensabili per evitare rallentamenti e ingorghi.
La stima dei danni
Tra frane, abitazioni evacuate, esondazioni e accumuli di detriti, la stima complessiva potrebbe superare i 100 milioni di euro. A Sonico sarebbero necessari almeno 45 milioni per il ripristino del territorio, dei quali 30 milioni destinati alla rimozione e al trasporto dei materiali e dei massi di grandi dimensioni. A riferirlo sono i consiglieri regionali della Lega Floriano Massardi e Davide Caparini.
Le colate detritiche della Val Rabbia hanno abbattuto il ponte di Rino, interrotto la Ss42 e provocato l’esondazione del fiume Oglio, depositando sul territorio ingenti quantità di materiale. La richiesta dello stato di calamità naturale e di interventi urgenti è stata depositata dai due consiglieri in Consiglio regionale.
Numerose famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case e alcune non hanno ancora potuto fare rientro. A Vione le evacuazioni sono state 70: circa 25 per allagamenti e 45 a titolo precauzionale, con lo sgombero anche di un bar, di un’attività artigianale e di una casa vacanze. A Esine, invece, una frana ha raggiunto abitazioni e cortili, rendendo necessaria l’evacuazione di un’altra famiglia. Decine di squadre dei Vigili del Fuoco restano impegnate sui diversi fronti dell’emergenza.